VARESE Un viaggio in California, la febbre al rientro e subito, su richiesta del medico, gli accertamenti in ospedale. Precisamente nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Circolo. L’ansia da febbre messicana (o suina, o da nuova influenza che dir si voglia) è arrivata anche qui, a Varese. A due passi dall’aeroporto internazionale di Malpensa e quindi da una delle porte d’ingresso del virus H1N1 in Italia. L’uomo, sui quarant’anni, è ancora ricoverato in osservazione e il sospetto caso è stato segnalato alla Asl ma, dalle scarne notizie a disposizione, sembra che le prime analisi abbiano dato esito negativo.
«No comment» dai vertici di Villa Tamagno, impegnati dal canto loro a predisporre le misure necessarie a fronteggiare un eventuale picco d’accessi in pronto soccorso sull’onda della preoccupazione globale scatenata dall’ultima delle eredi dell’aviaria. Anche per questo, in concomitanza con il ponte e il riposo di molti medici di medicina generale, nell’ultimo fine settimana era stato deciso il blocco dei ricoveri programmati e un turno suppletivo di reperibilità medica. Inoltre, sono rimaste valide le misure predisposte a suo tempo per la Sars, legate perlopiù alla reazione della struttura ospedaliera ad una (a quanto sembra improbabile) pandemia.
Per evitarla, il ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ha emanato sabato scorso una circolare indirizzata agli Usmaf e all’Enac che di fatto stringe il cordone sanitario attorno agli aeroporti, Malpensa in testa. Il risultato è che tutti i passeggeri provenienti da Messico e Usa, in particolare dagli stati sul confine con il cuore della diffusione virale, ricevono in volo una sorta di questionario sul quale indicare zona di residenza ed eventuale sintomatologia. Inoltre, sempre attraverso il servizio di sanità aerea – organismo che fa riferimento direttamente
al ministero – è stato attivato un percorso differenziato (canale sanitario) per l’applicazione di «sorveglianza sanitaria sui passeggeri e i membri degli equipaggi provenienti direttamente o indirettamente in aereo dal Messico». A Malpensa le operazioni avvengono al terminal 2 dove, da martedì, è operativa anche una task force della Cri. Ma non è tutto. In caso di sintomi sospetti – febbre, dolori articolari e malessere diffuso – l’Asl di riferimento, attraverso la Regione, ha il compito d’individuare il medico di fiducia del paziente-viaggiatore. E di affidarlo alle sue cure.
Un sistema di sicurezza «a rete», coordinato in provincia dall’unità di crisi attivata in via Otorino Rossi con la collaborazione dell’ordine dei medici. Sono proprio loro, di fatti, ad avere più di altri il contatto diretto con i malati e, quindi, la possibilità d’intercettare casi anomali. Ad ogni modo, sul sito www.ministerosalute.it, in home page, sono disponibili approfondimenti, domande e risposte più frequenti sul virus.
Il ministero, attraverso regione e Asl, fa inoltre sapere che è sempre attivo il call center 1500 per avere informazioni sulla nuova influenza umana A/H1N1. E s’apprenda che, in Lombardia, sono attualmente in fase di valutazione sei casi sospetti.
s.bartolini
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