Roma, 27 gen. (TMNews) – Federalismo fiscale sempre più a rischio: la trattativa tra governo e Anci sul fisco comunale continua ma ancora non c’è l’accordo; il terzo polo ha già deciso e voterà contro il decreto attuativo del federalismo fiscale; anche il Pd va verso la linea dura, spiegando che il testo “non è migliorato”. Un clima che spinge Umberto Bossi a lanciare il suo avvertimento: se il decreto sarà bocciato, “si andrà al voto” e la Lega “farà accordi solo con chi voterà sì”. Del resto, anche Giulio Tremonti conviene sul fatto che a frenare la riforma sono solo “logiche politiche”. Chi prova ancora a cercare un’intesa è Roberto Calderoli: “Sono fiducioso”, dice.
La gelata sulle speranze di un’intesa è arrivata nella tarda mattinata di mercoledì, quando Pier Ferdinando Casini ha annunciato la posizione compatta di Udc, Fli, Api e Mpa: “Il federalismo municipale così come è stato approntato rischia di dare il colpo finale all’autonomia impositiva dei Comuni”, e di conseguenza “noi voteremo contro”. Anche il Pd ha parlato di “riforma pasticciata”, di un testo che nonostante tutti gli sforzi “non è migliorato”. Poco dopo è arrivato il monito, tutto politico, del leader della Lega: “Faremo accordi solo con chi voterà il federalismo”. Prospettiva da tenere presente, perchè – ha ribadito ancora una volta Bossi – se la riforma sarà bocciata “si va a votare”.
A spendersi per un’intesa politica anche Giulio Tremonti. Prima ha sparso ottimismo, assicurando che “non è un salto nel buio”. Poi alla Camera si è trattenuto a lungo a parlare con il capogruppo Pd Dario Franceschini: “Abbiamo parlato soprattutto di federalismo”. Nel merito, è Roberto Calderoli a cercare ancora un accordo. Prima una lunga riunione al Tesoro con l’Anci, poi la riunione
in commissione. Ma la strada è ancora lunga: sul tavolo del confronto con i Comuni restano ancora l’applicazione della tassa di soggiorno, che i sindaci vorrebbero immediata, e lo sblocco dell’addizionale Irpef (con l’Anci che limita la possibilità ai Comuni che l’hanno fissata a un livello inferiore allo 0,4%). Sembra esserci invece l’accordo sull’aliquota Imu: sarà fissata dalla Commissione paritetica per il federalismo.
Rea
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