Federalismo/ Scontro su numeri Bicamerale, parola a Fini-Schifani

Federalismo/ Scontro su numeri Bicamerale, parola a Fini-Schifani

Roma, 4 feb. (TMNews) – Il pressing è partito da ieri: la maggioranza vuole rivedere la composizione della Bicamerale per il federalismo, per superare l’impasse del pareggio, che ieri ha visto respinto il parere di maggioranza con 15 voti a favore e 15 contrari. E così, dopo le tensioni sul Copasir, Renato Schifani e Gianfranco Fini si troveranno con ogni probabilità a dover gestire un’altra controversia sugli equilibri delle commissioni.

Per ora nessuna presa di posizione sul merito, salvo il comunicato congiunto dei due Presidenti che spiega che di fronte ad una richiesta formale dei gruppi, si procederà ad una verifica della composizione della Bicamerale nel rispetto della proporzionalità tra i gruppi. Criterio peraltro, si precisa nella stessa nota, già alla base della composizione decisa al momento dell’istituzione della commissione. Ma dal marzo 2010 quando la commissione si è formata ad oggi, la geografia parlamentare è cambiata parecchio, con la nascita di Fli e poi dei Responsabili. Tanto che alla presidenza del Senato veniva già attribuito un orientamento favorevole al riequilibrio, posizione però decisamente smentita dal portavoce di Schifani che spiegava come il presidente non si fosse mai espresso sull’argomento.

In ogni caso, se la richiesta arrivasse, i due presidenti hanno già chiarito che l’unico criterio cui si atterranno è ovviamente quello previsto dalla legge istitutiva della Bicamerale, ovvero la proporzionalità tra i gruppi. A conti fatti, al Pdl spetterebbero 12 membri (ora ne hanno 11, avendone ceduto uno alla Svp che però ha sempre votato con la maggioranza) e alla Lega 3. Tra le opposizioni, il Pd avrebbe diritto a 10 membri (tanti quanti

ne ha ora) e uno a testa ne dovrebbero avere Fli, Idv e l’Udc Camera, esattamente come adesso. Restano quindi due seggi: a contenderseli, il gruppo Udc-Svp-Autonomie del Senato, il gruppo dei Responsabili della Camera, e i misti di Camera e Senato. Sugli equilibri numerici di maggioranza e opposizione in queste componenti, si giocherà la partita. Se i due seggi fossero ripartiti equamente tra opposizione e maggioranza, quest’ultima potrebbe contare su 16 commissari contro 14.

Rea

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