– Il carrello le cade su una gamba: anziana chiede un risarcimento pari a 110mila euro. I fatti risalgono al 2009. La donna stava facendo la spesa in un supermercato di Varese. «Spingeva il carrello con i prodotti – spiega l’avvocato Vittorio Crosta, che assiste la pensionata varesina di 77 anni – una delle ruote del carrello ha improvvisamente ceduto staccandosi all’improvviso». E il carrello, reso pesante dai prodotti già sistemati al suo interno, è letteralmente franato sulla gamba destra della settantasettenne. «Il colpo ricevuto ha causato una
lesione importante, una ferita che non si è più rimarginata per quasi quattro anni» dice Crosta. Il taglio profondo, infatti, ha dato il via a un vero e proprio calvario. L’anziana aveva una predisposizione alle ulcerazioni della pelle. «La ferita non si è mai rimarginata – dice ora l’avvocato – Per tre anni e sei mesi la mia assistita ha continuato a sottoporsi a cure mediche di ogni genere. È stata infine trasferita in una casa di riposo per anziani a causa delle difficoltà che la lesione le causava».
Il taglio, dopo quasi quattro anni, è finalmente guarito. La donna, però, ha fatto richiesta di essere risarcita per il danno subito. «A causa di quell’incidente, dovuto al malfunzionamento del carrello, la mia assistita ha sopportato la malattia per più di tre anni», spiega Crosta. La cifra richiesta è basata su questo dato “oggettivo”, come aggiunge l’avvocato. In tutto 110mila euro per il danno subito:«Tre anni e mezzo di calvario, tra medici, cure e ricoveri», aggiunge Crosta. Ma è a questo punto che le cose si complicano. «L’assicurazione della catena di grande distribuzione ha offerto un risarcimento pari a mille euro», aggiunge l’avvocato. Una cifra decisamente molto lontana da quella invece richiesta dall’anziana che ha sopportato, stando a quanto dichiarato, costi elevati per potersi curare quel taglio che non guariva mai. E che non le ha causato un’invalidità permanente «ma certo ha minato la qualità della sua vita, la sua possibilità di movimento e la sua salute per più di tre anni», conclude Crosta.
Si tratta ora di trovare un punto di incontro: le due offerte sono separate da una cifra pari a 109mila euro. Il 30 novembre le parti si ritroveranno in sede di conciliazione: «Non siamo ancora al punto di andare a processo», dice Crosta. «Vogliamo soltanto trovare un accordo accettabile – dice il legale – Mille euro non sono accettabili quale risarcimento per quanto,patito dalla mia assistita. Nessuno qui vuole arricchirsi, si tratta di dare il giusto risarcimento per il danno patito». L’anziana si trova ora in casa di riposo. La donna ha descritto come «estremamente dolorosa» l’esperienza vissuta.«E stavo semplicemente facendo la spesa», ha recriminato.













