Roma, 25 ago. (Apcom) – La risposta del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’appello dei lavoratori della Fiat “è stata puntuale, rapida ed efficacissimo. Non ho che dirgli grazie”: così monsignor Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Campobasso e presidente della Commissione episcopale per i problemi del lavoro, commenta la situazione dei lavoratori della Fiat.
“Non entriamo nel merito della sentenza – dice il vescovo raggiunto telefonicamente – perchè ritengo che la Fiat debba anch’essa rispettare la sentenza. Un ente deve obbedire come tutti noi alle leggi della magistratura, ma soprattutto non basta il semplice riammettere in fabbrica o pagare a livello monetario, c’è una dignità della persona che va rispettata. L’azienda ha dei compiti e degli obblighi non solo di natura economica ma anche di natura personale”.
Monsignor Bregantini spiega il senso del lavoro. “Serve per mantenersi, e quindi c’è l’aspetto finanziario – dice – serve per il bene dell’altro, e per la gloria di Dio, perchè miglioro la qualità. Ammettere in fabbrica ma non farli lavorare è togliere dignità al lavoratore. Faccio un discorso di natura etica, ed esprimo vicinanza a questi lavoratori”.
Ora, per il vescovo, “la domanda è il ruolo del sindacato, che deve avere molta saggezza e cercare in tutti i modi la via del dialogo non della contrapposizione netta. Deve arrivare a una mediazione intelligente con l’azienda”.
Ssa
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