Chianciano Terme (Siena), 11 gen. (TMNews) – Sale la tensione e si alzano i toni dello scontro tra Cgil e Fiat, mentre Fim e Ugl chiedono alla commissione elettorale per il referendum a Mirafiori di far slittare la consultazione perchè troppo a ridosso delle assemblee della Fiom. Proposta messa ai voti e respinta. Le date restano quindi confermate: i circa 5.600 lavoratori dello stabilimento torinese voteranno giovedì 13 (a partire dal terzo turno alle 22) e venerdì 14 gennaio. Domani la commissione deciderà le procedure di voto e chiederà all’azienda le liste elettorali.
“Una sceneggiata ridicola – ha commentato il presidente del comitato centrale della Fiom, Giorgio Cremaschi – che serve solo a dimostrare che il referendum l’ha voluto la Fiat e che i sindacati firmatari obbediscono e basta”.
In una giornata molto attesa per i risvolti del dibattito interno alla Cgil, riunita a Chianciano per la seconda assemblea delle Camere del lavoro, le tute blu hanno chiesto alla confederazione di corso d’Italia “risposte straordinarie” contro l’attacco ai diritti portato avanti dal Lingotto e di “far saltare l’accordo” del 27 dicembre, intensificando le iniziative di mobilitazione e di sciopero.
L’appello alla Fiom lanciato dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a “restare nella fabbrica” e “non creare un vuoto”, lasciando i lavoratori senza rappresentanza, è stato nuovamente respinto dalla categoria. Cgil e Fiom continuano a condividere il giudizio negativo su quanto sta accadendo in Fiat, ma restano divisi sul ‘piano B’, sulla strategia da adottare nell’eventualità che a Mirafiori prevalgano i sì all’accordo separato.
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