Fido può fare shopping Ma è fuori da bar e ristoranti

Fido può fare shopping Ma è fuori da bar e ristoranti

VARESE Grazie a un’ordinanza sindacale è stato regolamentato l’accesso dei cani nei negozi. Nessuna novità invece per quanto riguarda la possibilità di portare Fido al bar o al ristorante, vietati. L’accesso alle attività commerciali, quindi, resta vietato ai cani. A meno che non si tratti di negozi che espongono una vetrofania che esprime il consenso del titolare all’accesso degli amici a quattro zampe.Il sindaco di Varese, sollecitato dai commercianti, ha emesso un’ordinanza che ha allargato le maglie del regolamento locale di igiene che esiste dal 1993. Nell’ordinanza si precisa che i cani devono avere un guinzaglio non più lungo di un metro e mezzo e, se richiesto dall’esercente mediante apposito cartello, anche la museruola. Disposizioni che non si applicano ai cani addestrati, a quelli a sostegno delle persone diversamente abili o alle forze dell’ordine. Quando manca la vetrofania, significa che il cane non può entrare. Se da una parte si tratta di un’apertura del regolamento in vigore, dall’altra si tratta dell’ennesima conferma del fatto che i cani continuano a essere oggetto di discriminazione. Si tenta di incoraggiare i comportamenti corretti, la socializzazione degli animali, ma poi le leggi vanno nel senso opposto. L’assessore al commercio Salvatore Giordano ha precisato di amare i cani ma anche di essersi trovato in difficoltà: «Nei bar e nei ristoranti i

cani potrebbero litigare tra di loro, abbaiare, arrecare fastidio». I commercianti sono molto confusi, tanto più che qualche giorno fa era arrivata una comunicazione di Confesercenti nella quale c’era scritto che la loro proposta di apertura ai cani era stata integralmente accolta dal sindaco. «È un cinema» dicono alcuni baristi di corso Matteotti. «Avremmo sperato in un’apertura, visto che le persone sono sempre entrate con i cani anche se ciò era contro il regolamento comunale». La speranza è che non si decida di inasprire le sanzioni. I titolari dei pubblici esercizi che violeranno l’ordinanza dovranno pagare una multa, che per i negozianti va da 25 a 500 euro. «Se l’applicheranno venderemo molto meno». Inutile dire che il regolamento non piace ai possessori di cani. Anche l’Uda, l’ufficio diritti animali del comune di Varese, non è stato interpellato nella redazione di questa ordinanza. «L’Italia è l’unico paese che adotta ancora queste leggi vetuste, questa cosa non ha senso, tanto è vero che porta un danno economico anche nel nostro paese. L’animale è parte attiva del nucleo famigliare, non si capisce come mai si stia ancora a parlare di dove può entrare o no. Ci sarebbe piaciuto essere coinvolti nella redazione di questa ordinanza, non sappiamo perché non siamo stati interpellati» dice Agostino Fanizzi, referente Uda. Adriana Morlacchi

s.bartolini

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