Finanza locale, tre bilanci a confronto Spicca il boom dell’addizionale Irpef

Finanza locale, tre bilanci a confronto
Spicca il boom dell’addizionale Irpef

Comuni al verde: lo Stato toglie, i cittadini pagano. La crisi della finanza locale è tutta sulle spalle dei contribuenti: a Varese, in sei anni, 20 milioni di entrate tributarie in più, a carico di “pantalone”.

Mentre i sindaci preparano le proteste, per avere le idee chiare, facciamo un raffronto tra i bilanci consuntivi del comune di Varese, quello del 2006 (il primo dell’era Fontana), quello del 2008 e l’ultimo approvato, il 2012.

Il dato che salta più all’occhio è l’aumento delle entrate tributarie, che sono le tasse comunali pagate dai cittadini, che in sei anni esplodono da 43,5 a 64,6 milioni. Nel 2006 Varese raccoglieva 19,1 milioni di euro dell’allora Ici, mentre nel 2012 con l’Imu le entrate sono salite a 23,9 milioni di euro.

Il vero boom, però, l’ha fatto registrare l’addizionale Irpef: nel 2006 costava ai varesini cinque milioni e 120mila euro, mentre nel 2012 ha drenato la bellezza di 17,7 milioni.

I trasferimenti dello Stato invece si sono ridotti: dai 15,4 milioni di compartecipazione Irpef del 2006 ai 9 milioni del fondo di riequilibrio del 2012, ma lo scarto più significativo è tra il 2008, quando Varese otteneva 21 milioni di contributi statali, e il 2012, quando la cifra è crollata a 6,2 milioni. In compenso i trasferimenti regionali, che nel 2006 erano pari a 2,6 milioni, dal 2008 al 2012 sono rimasti stabili, a quota 6,6 milioni.

Le spese correnti sono esplose, è vero (da 69,3 milioni del 2006 a 92,3 milioni del 2012), ma per un motivo puramente contabile, visto che dal 2010 la tariffa rifiuti, che veniva gestita direttamente da Aspem, è rientrata nel bilancio comunale (solo nel 2012 sono stati raccolti 23,9 milioni con la Tia), sia sul lato delle entrate che su quello delle uscite.

Al netto della “partita di giro” relativa alle spese di raccolta e smaltimento dei rifiuti (le funzioni ambiente e territorio passano da una spesa annua di 7,14 milioni a 33,75 milioni), gli aumenti di spesa più significativi si registrano nelle funzioni generali (da 21,2 milioni a 29,8 milioni), nella viabilità e trasporti (da 4,31 milioni a 12,51 milioni), nell’istruzione pubblica (da 11,11 milioni a 15,84 milioni) e nei servizi sociali, dove si passa da poco più di 14 milioni a quasi 23 milioni di euro all’anno di spesa corrente.

Le spese del personale restano invece stabili, per via del blocco delle assunzioni: dai 27,2 milioni del 2006 si passa ai 29,1 milioni del 2012.

«E nel 2006 avevamo stabilizzato sessanta persone» ricorda il sindaco .

Minimo l’aumento anche sui debiti: i rimborsi dei mutui costavano 2,85 milioni nel 2006, mentre nel 2012 ammontano a 3,7 milioni.

«Abbiamo aumentato le competenze, soprattutto in ambito sociale, e abbiamo visto drasticamente ridursi le risorse in arrivo dallo Stato» sintetizza il sindaco di Varese.

Il tutto mentre all’altro capo del bilancio, sulle spese per investimenti, la coperta continua ad accorciarsi.

Nel 2006 la Città Giardino poteva contare su oltre 13,8 milioni di investimenti (in anno elettorale, solitamente magro), che nel 2008 arrivavano fino a quota 19 milioni di euro: lo scorso anno invece la cifra si è bloccata attorno ai 10 milioni.

Significa che nel giro di quattro anni le opere si sono dimezzate, proprio quando la crisi economica avrebbe richiesto qualche investimento pubblico in più per far rifiatare il settore privato.

VARESE

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