MILANO Tre consiglieri provinciali milanesi e un consigliere provinciale di Varese, indagati nell’ inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo in relazione a circa 800 firme ritenute false presentate a sostegno della lista di Roberto Formigoni, hanno deciso di non rispondere alle domande del pm, dopo che nei giorni scorsi è stato notificato a loro un invito a comparire con l’accusa di falso ideologico.
In particolare, il consigliere provinciale milanese Massimo Turci si è presentato in Procura, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre gli altri due consiglieri provinciali di Milano, Marco Martino e Nicolò Mardegan, non si sono presentati dal pm nonostante il loro interrogatorio fosse previsto per oggi. Non si è presentato in Procura nemmeno il consigliere provinciale di Varese, Franco Binaghi, presidente della commissione cultura, mentre l’unica a rispondere alle domande degli inquirenti è stata Barbara Calzavara, anche lei consigliere della Provincia di Milano.
Nell’inchiesta sono indagate in totale 14 persone, tra consiglieri provinciali e comunali della Lombardia, che sono accusate di avere autenticato le firme ritenute palesemente false dagli inquirenti.
Sono circa 300 le firme ritenute false e presentate a sostegno della lista del Pdl per la circoscrizione provinciale di Milano per le scorse elezioni regionali. È quanto emerge dall’inchiesta del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, che avrebbe accertato anche circa 770 firme ritenute false a sostegno della lista di Roberto Formigoni.
Le indagini dunque riguarderebbero in totale più di 1000 firme presentate a sostegno sia del listino di Formigoni che della lista milanese del Pdl.
Anche il consigliere provinciale di Pavia Gianluigi Secchi e il consigliere provinciale di Monza Massimo Vergani, come gli altri quattro consiglieri provinciali indagati nell’inchiesta della Procura di Milano, hanno deciso di non rispondere alle domande del procuratore.
e.marletta
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