Fisco/ Assonime: Serve riequilibrio tasse, spostare 2% del Pil

Roma, 12 ott. (TMNews) – È necessario un riequilibrio del carico fiscale a favore di imprese e lavoratori, spostando almeno il 2% del Pil. Lo ha affermato il presidente dell’Assonime, Luigi Abete, secondo cui “una riforma fiscale capace di contribuire significativamente alla crescita e rafforzare l’efficienza e l’equità del sistema dei tributi deve prevedere uno spostamento significativo, dell’ordine di almeno il 2% del Pil, del carico fiscale dal mondo produttivo (imprese e lavoro) all’imposizione indiretta e ai patrimoni, naturalmente in un arco temporale adeguato, diciamo un quinquennio”.

“Lo spostamento – ha spiegato Abete in un’audizione in commissione Finanze al Senato – dei carichi dalle imposte sui redditi all’Iva è ormai in atto in molti paesi europei e appare un obiettivo tanto più valido in Italia”. C’è un “ampio spazio per un riequilibrio significativo tra imposte dirette e indirette, centrato principalmente sulla riduzione dei trattamenti agevolati”. Il maggior gettito però “non deve essere usato per colmare buchi di bilancio, come purtroppo è stato fatto con l’aumento recente dell’aliquota Iva ordinaria al 21%”.

“Unificando verso il livello dell’aliquota ordinaria – ha aggiunto il numero uno dell’Assonime – le aliquote agevolate del 10% e del 4% (con pochissime eccezioni, tali da salvaguardare i beni di prima necessità e la casa) si può puntare a raccogliere 20-25 miliardi, da destinare prioritariamente ad alleggerire il carico fiscale sulle fasce di reddito più basse: attraverso contributi diretti ai meno abbienti, che li compensino direttamente per l’aumento dell’Iva, e la riduzione dell’aliquota Irpef sul primo scaglione”.

Glv

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