Quello di ieri è stato un “antipasto”. Ma – grazie al vento in arrivo da Nord – la vera tregua dal caldo ardente dovrebbe essere oggi, quando la temperatura dovrebbe mantenersi tra i 28 e i 32 gradi in tutta la provincia. Già ieri Flegetonte ha allentato la presa. A Varese la centralina del Cgp ha segnato il record di 30,8 gradi alle 15.40. Un bel salto
indietro rispetto al giorno prima, quando segnava 33,6 gradi. A Busto Arsizio, invece, il termometro non è andato oltre i 34,2 gradi, contro i 37,9 di martedì. Anche domani le temperature si manterranno nelle medie del periodo, ma occhio a non abituarsi troppo, perché nel fine settimana prenderà il via una nuova ondata di caldo – meno aggressiva della precedente – che dovrebbe durare fino al 16 luglio.
La tregua farà piacere a tutti, anche ai nostri amici a quattro zampe che in questi giorni sono alla continua ricerca di posti freschi e riparati dove sdraiarsi. Cercano di catturare il freddo delle piastrelle del pavimento, si tuffano nelle ciotole d’acqua, respirano affannosamente, con la lingua fuori. Inutile dire di accertarsi che i nostri animali abbiano sempre la possibilità di stare all’ombra e di bere acqua fresca. Assolutamente vietato lasciarli in auto. Se Fido in questi giorni non dimostra entusiasmo per la passeggiata, cercate di comprenderlo: l’asfalto raggiunge temperature molto alte, che bruciano i polpastrelli delle sue zampe. Per andare a fare un giro, privilegiare dunque le ore serali, oppure i boschi e i prati. I cavalli con il caldo sudano tantissimo, tanto da richiedere anche tre docce al giorno. Anche gli animali da reddito soffrono. L’azienda agricola Brumana di Lozza, per evitare il calo nella produzione di latte che si verifica nelle vacche con la canicola, ha dotato la stalla di appositi ventilatori. Nonostante l’impianto, il caldo di questi giorni ha ridotto di un litro e mezzo la produzione di latte quotidiana per ogni animale. «Il problema è che le vacche con il caldo mangiano meno – spiega, il titolare dell’azienda – Tre anni fa, prima di installare i ventilatori, in estate 110 vacche mangiavano per 85, con un calo di produzione di latte per animale di quattro litri e mezzo al giorno». Le api, invece, riescono da sole a tenere l’alveare fresco. «Fanno ventilazione con le ali – spiega, presidente dell’associazione produttori apistici di Varese – La ventilazione serve anche per asciugare il miele che producono». Una curiosità: le api, nonostante l’indiscussa operosità, nelle ore più calde si mettono fuori dalle “porticine” dell’alveare, senza lavorare. Con il caldo, ci sono problemi anche per la coltivazione degli ortaggi. «Bisogna continuare a bagnare gli orti altrimenti le piante si seccano» afferma dell’azienda agricola di Bobbiate.
La siccità non è l’unico problema da fronteggiare: «La grandinata di tre settimane fa ha rovinato gli ortaggi, compromettendo parte del raccolto – dice Minonzio – Adesso non piove, quindi bisogna continuare a bagnare. Di conseguenza i costi aumentano per una produzione già ridotta. In più, preoccupano i temporali violenti che potrebbero presentarsi da un momento all’altro». La stagione è critica. Il secondo taglio del foraggio, per via del caldo torrido, è davvero scarso. Anche la produzione di cereali e di semine autunnali è ridotta.













