Flegetonte si brucia i saldi delle donne Resistono gli uomini

Ieri giornata fiacca per gli acquisti in centro: caldo e sconti bassi frenano la voglia di compere. Bene i negozi maschili: «Vanno a colpo sicuro»

Secondo giorno di saldi, in realtà secondo giorno di caldo torrido. Se l’esordio di sabato ha salvato il salvabile con l’apertura serale che è riuscita a coinvolgere numerosi clienti, la domenica sotto la canicola ha frenato gli acquisti. Bene al mattino: a detta di molti commercianti, il centro città si è discretamente popolato di cittadini in cerca di affari. Male al pomeriggio: fino almeno alle 18, le vie dello shopping sono rimaste deserte o quasi e la gente è apparsa dotata più di gelati e bibite fresche in mano che di sacchetti o sacchettini.

È presto per un bilancio: «Bisogna lasciar passare almeno altri dieci giorni – commenta , direttore territoriale di Confesercenti – Anche perché nella prima settimana gli sconti sono ancora bassi: solo in seguito aumenteranno di un ulteriore 10%. A sensazione personale quella di ieri non è stata una giornata fortunata: le temperature sono troppo alte per invogliare le persone».
L’Unione nazionale consumatori ha diffuso alcuni dati: per la voce complessiva di “Abbigliamento e calzature”, lo sconto medio è del 21,55%, il record per gli quanto riguarda i saldi estivi che, hanno solitamente, un ribasso inferiore rispetto a quelli invernali. Quello maggiore per questa estate spetta, comunque, alla voce “Indumenti” che hanno un abbassamento del 22,82%. Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori con un -9,6%. Per le calzature il ribasso effettivo praticato è del 20,66%.
Tornando al piccolo mondo varesino, un tour per i negozi a metà del pomeriggio di ieri confermava le scarse presenze.

«Se sabato la pausa dall’afflusso è stata solo dalle 14 alle 16, ieri è stata sicuramente molto più prolungata – conferma di Aime, nonché titolare del punto vendita 3nd World – C’è in giro davvero pochissima gente».Poca gente, ma la distinzione tra gentil sesso e sesso maschile non è più così marcata. Anche gli uomini sfruttano il periodo di saldi per comprare, per cercare l’ultima occasione, non sono più semplici “comparse” di occasione storicamente più appetibili per il genere femminile. I negozi dedicati all’abbigliamento maschile si dicono soddisfatti: «Sta andando abbastanza bene – rivelano da Boggi di piazza Monte Grappa – Gente ne arriva, anche se non in tutti gli orari». Interessante è il profilo tracciato da chi – in quanto titolare di un negozio per abbigliamento destinato

al sesso forte – tutti i giorni ha a che fare con i clienti e ne osserva atteggiamenti e tendenze: «In genere i maschi danno meno “problemi”, entrano e sanno già quello che vogliono – racconta Ivonne Rosa – Gli articoli più gettonati sono camicie e polo». La situazione cambia quando ad accompagnarli sono le loro “pertinenze” femminili, siano esse madri, fidanzate o mogli: «Noi commerciati sappiamo bene che in quel caso è meglio entrare subito in empatia con le accompagnatrici piuttosto che con il cliente maschile – spiega ancora, con un sorriso, la proprietaria di 3nd world – Le donne sono capaci di far cambiare idea subito, di imporsi, sono più rigorose, anche nella spesa. Si può quasi dire che fanno diventare l’uomo più insicuro al momento dell’acquisto».

Due chiacchiere per la strada mettono in luce anche un’altra questione: «Gli uomini sono in genere molto meno attratti dai saldi – afferma , appena uscito da un esercizio del centro – e anche meno abituati a comprare. Ne emerge un potenziale rischio: hanno l’occhio meno allenato di quello femminile su questo genere di cose e possono essere potenziali “vittime” dei commercianti». E cosa compra infine il sesso forte in periodo di saldi? Va sul concreto: tutto ciò che durante il resto dell’anno costa troppo, come i completi eleganti.