Roma, 29 set. (Apcom) – Anche il Fondo monetario internazionale punta il dito contro le agenzie di rating: sebbene “involontariamente”, secondo l’istituzione di Washington “hanno contribuito all’instabilità finanziaria”. Questo perché i voti che assegnano ai titoli finanziari, anche alle emissioni dei paesi “si incastrano in varie regole, normative e meccanismi, e in questo modo i declassamenti possono innescare a colpi destabilizzanti e effetti di ricaduta sui mercati finanziari”. Per questo “andrebbe ridotta la dipendenza di regole e normative sella finanza sui rating che potenzialmente creano effetti prociclici”, afferma l’Fmi in uno dei capitoli analitici del suo ultimo Global Financial Stability Report, uno dei rapporti annuali che vengono anticipati in vista degli incontri autunnali a Washington con la Banca mondiale.
In precedenza anche la Bce aveva più volte accusato le agenzie di rating di avere effetti “prociclici” nel loro operato, ovvero di avere a volte la tendenza ad accentuare le situazioni di tensione dei mercati con le loro decisioni. Secondo l’Fmi “le agenzie di rating andrebbero scoraggiate dal rinviare decisioni sui voti, che creano potenziali effetti prociclici. Dovrebbero dedicare maggiore attenzione alla composizione dei debiti dei paesi, e gli stessi Stati potrebbero fare di più – puntualizza l’Fmi – per fornire queste informazioni”.
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