Roma, 11 mar. (TMNews) – L’ulteriore annunciato taglio di 27 milioni di euro al Fondo unico per lo spettacolo, rischia davvero di far chiudere i battenti a “prestigiose istituzioni”, e di lasciare alla rovina del tempo, senza manutenzione e restauro, musei, chiese, monasteri, monumenti. A dirlo è lo stesso ministero dei Beni e delle attività culturali, dopo il congelamento di altri 27 milioni di euro.
“L’accantonamento provvisorio disposto sulla base della legge di stabilità 2011 – comunica il ministero per i Beni e le Attività culturali – rende di fatto indisponibili tali risorse sino all’esito definitivo della procedura di cessione delle frequenze radioelettriche, impedendo alle tante importanti realtà culturali nazionali sostenute dal Fondo Unico per lo Spettacolo, già profondamente intaccato per il 2011, di provvedere a un’efficace e serena programmazione delle proprie attività e contraendo, seppur temporaneamente, le esigue dotazioni del ministero, quest’anno ridotte a 1.429.238.650 euro, con inevitabile detrimento della funzione di tutela del patrimonio culturale”. Così – conclude il ministero – “a un sano e ragionevole criterio di gestione del bilancio pubblico corrisponde pertanto il rischio concreto della sospensione dell’attività di prestigiose istituzioni che tanto contribuiscono all’affermazione della cultura italiana nel mondo e dell’opera di manutenzione e restauro di musei, chiese, monasteri, monumenti e siti archeologici”.
Red/Cro
© riproduzione riservata










