«Il Del Ponte non verrà ridimensionato, anzi. Con il nuovo Poas, Piano di organizzazione aziendale strategico, verranno introdotte nuove strutture organizzative». A dirlo è il direttore generale dell’Asst, Callisto Bravi, che interviene nuovamente per chiarire le polemiche scaturite dalla raccolta firme promossa dalla Fondazione Ponte del Sorriso e Aguav.
Le nuove “specialità” si chiamano in realtà strutture semplici: si tratta di una sorta di “repartini”, che fanno capo a reparti più grandi (strutture complesse guidate da un direttore), ma che godono di una propria autonomia e che opereranno al Del Ponte. A capo di queste strutture semplici, infatti, c’è un responsabile che ha l’autonomia di gestire i turni del personale medico infermieristico, per esempio, ottimizzando il lavoro svolto.
Allo stesso tempo, però, le strutture complesse a cui queste strutture semplici fanno riferimento avranno l’obbligo di investire risorse nei “repartini” a loro afferenti, favorendo l’incremento della professionalità. Questa puntualizzazione è fondamentale per comprendere cosa accadrà all’interno del nuovo polo materno infantile nei prossimi due anni.
Infatti, la Cardiologia Pediatrica (struttura semplice dipartimentale) con il nuovo Poas farà riferimento alla struttura complessa della Cardiologia dell’ospedale Macchi. La responsabile della Cardiologia Pediatrica continuerà a essere la dottoressa Stifani.
«La scelta di far afferire la Cardiologia Pediatrica, all’interno della struttura complessa di Cardiologia è stata dettata dal fatto che il piccolo team guidato dalla dottoressa Stifani non cura solo bambini con problemi cardiaci – precisa il direttore generale – ma anche donne gravide con problemi cardiologici. Non dimentichiamoci che il Del Ponte non è un polo pediatrico, bensì materno-infantile. Molti pazienti una volta bambini, oggi sono adulti e, come è normale che sia, tendono a farsi curare dal medico che li segue da sempre e, quindi, al Del Ponte abbiamo tante persone che hanno già superato i venti anni che continuano a far riferimento a quel presidio. In questo modo, gli specialisti che oggi operano in Cardiologia al Macchi potranno essere di supporto alla Stifani per la gestione dei pazienti del Del Ponte».
Ma non è tutto. La Neuropsichiatria Infantile è oggi un “primariato” con zero posti letto. «Con il nuovo Poas – continua Bravi -, questa struttura complessa nei prossimi due anni non solo non verrà chiusa, come si ostinano ad affermare alcuni, ma arriverà ad avere dodici posti letto di reparto, per curare anche anoressia, bulimia e disturbi comportamentali. In più, questa struttura complessa vanterà la collaborazione di una struttura semplice dedicata ai Dsa, i disturbi dell’apprendimento. I bambini e i ragazzi che fanno riferimento al Del Ponte per questo tipo di problematica sono davvero tanti. Realizzando una struttura semplice dedicata, si potrà fornire una risposta puntuale e adeguata».
Anche per l’Urologia Pediatrica la visione contenuta nel nuovo Poas è di più ampio respiro. Infatti, la struttura semplice capitanata dal dottoressa Reali entrerà a far parte del nuovo primariato di Chirurgia Pediatrica.
Ci saranno anche delle new entry. Verranno, infatti, istituite la struttura semplice di Ortopedia pediatrica, dipendente dal primariato di Ortopedia, e la struttura semplice di Otorinolaringoiatria territoriale, inserita nell’ambito della struttura complessa di Otorinolaringoiatria. Il Del Ponte avrà anche la struttura semplice di Neurochirurgia pediatrica, che farà capo al primariato di Neurochirurgia.
«Per i pazienti non cambierà nulla: continueranno a essere curati al Del Ponte. – conclude Bravi – Se nel POA del 2012 si era scelto di far confluire tutte le strutture propriamente pediatriche all’interno del Dipartimento materno-infantile affinché rafforzassero e sviluppassero questa loro precipua vocazione, ora, a distanza di quattro anni, è giunto il momento di far germogliare questi semi portando alcune di queste strutture pediatriche nell’ambito di altri dipartimenti che riuniscono specialità affini, così che da esse possano fiorire nuove competenze spendibili in ambito pediatrico».













