Forza Cimberio, è come una finale Vinci a Teramo e sei alle final eight

VARESE Bisognerebbe provare a non farsi distrarre da tutto il resto: tenere la testa a posto e gli occhi sul primo obiettivo della stagione. Bisognerebbe buttare tutto (cuore, mani, talento, voglia) nella partita di stasera perché battere Teramo significherebbe centrare le final eight di Coppa Italia e dare la prima risposta concreta a quell’alzare l’asticella rispetto allo scorso anno di cui si parla tanto.

Bisognerebbe convincersi che per una sera conta solo una cosa: vincere, per potersi guardare indietro e dirsi bravi. E non fa nulla se quest’anno Varese, lontana da casa, ha mostrato sempre la sua faccia peggiore. E non fa nulla se questa sera si va a giocare su un campo caldissimo e contro la squadra più in forma del campionato, capace di vincere le ultime tre partite e pronta a dire la sua in chiave salvezza dopo che in tanti l’avevano data già per retrocessa.
Cosa servirà per vincere in Abruzzo? Tre cose e un nome.

Il nome è quello di Teemu Rannikko, uomo insostituibile e uomo senza il quale le speranze di vittoria biancorosse (contro chiunque) si riducono a un lumicino. Oggi il finlandese sarà in campo, ma il ginocchio continua (e continuerà sempre) a dargli fastidio e andrà gestito come se fosse la cosa più preziosa del mondo.

Le tre cose sono, in ordine sparso: la faccia giusta (non quella di Cremona, capace di prendere cinque contropiedi nei primi cinque minuti di partita), la disponibilità delle guardie (Hurtt, Ganeto) ad aiutare Stipcevic quando Rannikko è in panchina, la voglia di zittire i fischi e rispondere alle critiche (nostre, soprattutto) dopo Cremona con i fatti e non con le parole.
Di fianco alla partita che si giocherà al PalaScapriano, un’altra partita: importante, di cui bisogna parlare. Varese ha ormai deciso di sostituire Justin Hurtt, scommessa che era giusto fare ma che per il momento è da considerarsi perduta. Nei giorni scorsi era stato tentato l’assalto a Phil Goss che, quando sembrava sul punto di accettare l’offerta biancorossa, ha chiesto più soldi: arrivederci.

Il sostituto di Hurtt è comunque stato scelto e messo sotto contratto (il fax con la firma del giocatore è arrivato in società ieri mattina). Il nome è da tenere ancora top secret: lo ha chiesto (giustamente) la società per evitare a Hurtt l’antipatica situazione di scendere in campo con il nome del suo sostituto già conosciuto e strombazzato. L’uomo in questione è una guardia statunitense che già da qualche anno gioca in Europa (non un ragazzino): dal fisico simile a Goss (un po’ più alto e un po’ più grosso), capace di dare una mano ai playmaker e dotato di un gran tiro da fuori (gli piace provare anche da lontanissimo) oltre che di una discreta esplosività (schiaccia che è un piacere). Il suo nome verrà annunciato questa sera dopo la partita o, al più tardi, nella prima mattinata di domani.

E le operazioni di mercato biancorosse potrebbero continuare, con la società intenzionata a rafforzarsi anche sotto i tabelloni: nelle prossime settimane è possibile l’arrivo di un lungo comunitario da aggregare alla squadra per gli allenamenti. Ma bisogna chiudere il cerchio: oggi Hurtt giocherà la sua ultima partita in biancorosso, ma non è affatto detto che sarà costretto a fare le valigie per tornare a Kansas City da mamma Martha. La società gli offrirà la possibilità di rimanere in gruppo, con un ingaggio ridotto, per continuare ad allenarsi ed essere magari schierato in caso di infortuni. Se non è uno sprovveduto, accetterà senz’altro.

Francesco Caielli

a.confalonieri

© riproduzione riservata