Francesca e Marco, i varesini che hanno scoperto l’altro Natale

Francesca e Marco, i varesini che hanno scoperto l’altro Natale

VARESE Si avvicina il Natale e, tra addobbi e vetrine scintillanti, il primo pensiero – inutile negarlo – va ai regali e agli acquisti per le feste. Eppure, oltre a strenne e pacchi, ciò che realmente accomuna tanti varesini, generosi anche in tempi difficili come questi, è il desiderio di “mettere sotto l’albero” un gesto di altruismo. A volte – è vero – rimane un’ipotesi offuscata dai mille impegni, altre si traduce in una sbrigativa (ma pur sempre utile) offerta economica. In certi casi, però, può diventare un progetto decisamente concreto, addirittura un banco di prova per la propria vita.

Così è stato per Francesca Papa, 25 anni di Varese, studentessa all’ultimo anno di Medicina e tirocinante nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Del Ponte di Varese. «Quest’estate sono stata a Lima, in Perù, a La posadita del Buen Pastor, un orfanotrofio che accoglie bambini affetti da Aids» – spiega la futura dottoressa, volontaria della Fondazione milanese “aiutare i bambini”. «Un’esperienza dura – sono entrata in contatto con bambini malati e orfani, isolati dalla società proprio a causa della loro malattia – ma che mi ha rafforzata nel mio proposito: esercitare la professione medica in giro per il mondo, là dove ce n’è più bisogno». In Perù l’Aids è un problema grave, che va peggiorando di anno in anno: se nel 2003 i decessi per hiv erano 2.900, oggi sono attorno ai 4.200. La Posadita del Buen Pastor è una casa di accoglienza che ospita 36 bambini di tutte le età – dai neonati agli adolescenti, sieropositivi o malati conclamati – e dieci donne, offrendo non solo assistenza medica ma anche psicologica: i giovani ospiti frequentano la scuola, fanno attività sportiva, giocano, vengono accuditi e, soprattutto, ricevono affetto e una speranza di vita normale.

La Fondazione “aiutare i bambini”, da oltre dieci anni impegnata in progetti di supporto all’infanzia disagiata in più di 60 Paesi nel mondo (per informazioni: www.aiutareibambini.it), fornisce all’orfanotrofio peruviano un sostegno economico per l’acquisto di medicinali e alimenti, e supporta direttamente alcuni bambini tramite l’adozione a distanza. Il compito dei volontari come Francesca è quello di andare in loco e controllare che tutto proceda, che i fondi arrivino a destinazione e vengano utilizzati come stabilito. «Nello specifico a La Posadita –

racconta la Papa – avevo come impegno quello di stare con i ragazzi, aiutarli nei compiti, giocare con loro. All’inizio è stata dura, io non parlavo bene lo spagnolo e loro erano intimiditi e un po’ diffidenti. Ma pian piano mi sono ‘costumbrata’ ovvero ‘abituata’, siamo diventati amici e mi hanno aperto il loro mondo. Ho scoperto che Flor adora ballare, Yuli è una scrittrice nata, Melissa ha una vera e propria vocazione per la religione, Danfer ama giocare a calcio…».

Francesca è tornata dal Perù con tanta voglia di rifare presto le valige: «Queste esperienze regalano emozioni indescrivibili”, conferma . “Il prossimo autunno, appena laureata, mi prenderò qualche mese ‘off’ e ripartirò per una missione di volontariato all’estero».

Stesso entusiasmo nelle parole di Marco Puzzolo, anche lui di Varese, 24 anni: «Sono partito nel 2010 come volontario della Fondazione “aiutare i bambini”: destinazione la Mosop Mission School a Bomet, in Kenya, dove sono ospitati 270 bambini di cui 100 sostenuti dalla Fondazione attraverso le adozioni a distanza. La scuola è stata creata da mister Bet, pastore africano anglicano. Bene, quest’anno ho fatto altre tre settimane in Africa, ancora lì. Mi sono innamorato di quella realtà. Gente magnifica! I bambini, poi, ti spalancano il cuore. Lì mi sento a casa, al mio posto. E ci tornerò l’anno prossimo, perché si sposa il figlio maggiore di mister Bet. Un’altra volontaria e io siamo stati invitati al matrimonio».

E Marco Puzzolo insieme a un’altra volontaria di “aiutare i bambini” della provincia di Varese, Arianna Colombo, ha organizzato per sabato un aperitivo solidale: «Abbiamo invitato tutti gli amici in questo nuovo locale del centro, sarà una bella occasione per stare insieme, bere qualcosa in compagnia ascoltando musica, e al tempo stesso raccontare delle nostre esperienze di volontariato all’estero. Grazie alla collaborazione con il locale, per ogni consumazione del costo di 7 euro, 3 euro verranno devoluti al progetto di Bomet per il cibo, i vestiti e le cure mediche dei bambini». L’appuntamento è aperto a tutti: sabato 17 dicembre al Twiggy in Via De Cristoforis 5, a partire dalle 17.30.

E per aiutare sempre più bambini nel mondo e in Italia, la Fondazione sta rafforzando la propria presenza a livello territoriale. “In questo momento – spiega l’Ing. Goffredo Modena, Presidente e fondatore di “aiutare i bambini” – abbiamo grande bisogno di referenti volontari nelle province italiane, anche a Varese. Cerchiamo persone con esperienza manageriale e una forte motivazione a impegnarsi nel sociale per coordinare e sviluppare progetti di sensibilizzazione, informazione e fund raising sul territorio”. Per candidarsi a Referente Volontario: www.ioreferente.it.

La Fondazione “aiutare i bambini” è una Onlus laica e indipendente, nata nel 2000 per aiutare e sostenere bambini poveri, ammalati, senza istruzione, sfruttati ed emarginati, con la realizzazione di progetti sanitari, di educazione, di emergenza, di accoglienza e di adozione a distanza. In undici anni di attività “aiutare i bambini” ha finanziato più di 800 progetti di aiuto in 69 Paesi, in Italia e nel mondo, portando sostegno a oltre 770mila bambini.

s.bartolini

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