Fuga dalla città per l’ambrosia “Sì, noi costretti a ferie forzate”

BUSTO ARSIZIO Ferie posticipate per i “forzati” dell’ambrosia. «Meglio programmare le vacanze nel periodo clou dell’impollinazione». Altro che esodo, per gli allergici all’ambrosia le ferie tendono ad arrivare solo dopo Ferragosto: è tra l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre il periodo di maggior diffusione dei “maledetti” pollini di ambrosia, causa di un netto peggioramento della qualità della vita per gli allergici. È in quel periodo che chi può organizza le ferie, per allontanarsi il più possibile dalla “zona rossa” dell’ambrosia, la fascia tra l’Altomilanese e la Brianza: a Busto Arsizio e Castellanza le ultime stime Asl indicano come rispettivamente il 12 e il 15% della popolazione è allergico all’ambrosia. Quest’anno la diffusione delle piante in giro per la città sembra essere meno “aggressiva” del solito, forse per via del clima molto particolare che ha caratterizzato questa prima parte dell’estate. Anche i dati dell’ambulatorio di allergologia dell’azienda ospedaliera di Busto Arsizio, che pubblica tutte le settimane i rilevamenti, mostra una quantità di pollini ancora al minimo, a meno di 10 pollini per metro cubo d’aria di media giornaliera, ben al di sotto della soglia critica dei 40-60 (anche se si arriva anche a 400 e più).«In famiglia però iniziano i primi sintomi» annuncia preoccupato Alessandro Berteotti, cittadino del Redentore ed ex consigliere comunale, che quest’anno dovrà trascorrere a Busto tutto il mese di agosto ed è consapevole che finirà nell’occhio del ciclone-ambrosia. «Cominceranno a lacrimare gli occhi, si sentirà la testa pesante, chi non è abituato li assocerà al clima piovoso di questi giorni, ma in realtà è il

periodo dell’ambrosia – racconta Berteotti – il momento peggiore è quello tra la seconda metà di agosto e i primi dieci giorni di settembre, settimane ideali per andarsene il più lontano possibile per fare le ferie, quando si può. Conosco famiglie che hanno ritardato l’inizio delle scuole dei loro bambini piccoli per tenerli lontani dal clima di questa zona». È proprio così: da diversi anni, sono sempre più i bustesi che programmano le ferie in modo mirato, per evitare il picco dell’impollinazione dell’ambrosia. «Noi teniamo aperto il bar fino al 25 agosto, appositamente per poterci prendere le vacanze più tardi, quando arriva il periodo peggiore dell’ambrosia – spiega il titolare del Caffè Magenta di via Magenta – se si resta a Busto tra fine agosto e inizio settembre non si vive, per gli effetti dell’allergia. Per questo aggiriamo il problema». Anche la pasticcera di via Meda a Beata Giuliana, quando può, si comporta allo stesso modo: «Meglio lavorare per tutta la prima parte di agosto e scaglionare le ferie più avanti». Manuele Zavarisi lo annuncia su Facebook: «Lo sento, l’ambrosia sta arrivando». È il popolo dei “forzati” dell’ambrosia, costretti a cambiare le abitudini per salvaguardare la qualità della vita. «Ormai quando vedo una pianta al bordo di una strada la sradico con le mie mani – ammette Berteotti – facciamo regolarmente le segnalazioni e speriamo negli sfalci. Ma quegli interventi coordinati che servirebbero a ridurre la presenza dell’infestante ancora non si vedono». Meglio un Ferragosto a casa, per preservare le ferie per il periodo che molti allergici chiamano “anno ambrosia”.Andrea Aliverti

s.bartolini

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