L’ex sindaco di Varese condannato anche in Appello: tre anni e dieci mesi, questa la decisione dei giudici della corte milanese di secondo grado.
Pena leggermente ridotta: due mesi in meno rispetto al primo grado quando, il 4 aprile scorso, il collegio presieduto da aveva condannato a quattro anni di carcere l’ex primo cittadino all’epoca in quota Lega Nord. Uno sconto leggero dovuto a un fattore tecnico: i giudici della corte d’Appello di Milano hanno considerato in continuato i reati contestati invece che svincolati tra loro.
«Sentenza assolutamente non soddisfacente – commenta , legale di Fumagalli al termine dell’udienza – Hanno accolto il nostro ricorso sulla confisca di tremila euro ma noi puntavamo all’assoluzione. Certamente ricorreremo in Cassazione. Attendiamo le motivazioni della sentenza, i termini sono fissati in 60 giorni, poi procederemo».
Fumagalli ieri era invece irrintracciabile. Quantomeno per vie telefoniche, preferendo forse affidare al proprio legale ogni commento. L’ex sindaco, subito dopo la sentenza di primo grado, aveva commentato: «Decisione già scritta. Non a caso avevo presentato un’istanza di ricusazione contro questi giudici. È noto infatti che nel tribunale di Varese vige il “rito ambrosiano”. Credo che in Appello le cose andranno diversamente».
Fumagalli era stato indagato nel 2005 per due episodi di peculato e altrettanti episodi di concussione. Il pubblico ministero contestava l’utilizzo improprio di auto blu e autisti, usati per viaggi di piacere in compagnia di giovani straniere, «viaggi che non avevano nulla di istituzionale», aveva detto , nonché l’assegnazione di alloggi nella casa comunale dei poveri alle stesse ragazze che non ne avevano affatto titolo.
© riproduzione riservata













