BUSTO ARSIZIO Chiedete a un padre come si sente a festeggiare il decimo compleanno del primogenito. Otterrete, a grandi linee, la risposta, e l’emozione, di Gabriele Tosi. Già presidente del Busto Arsizio Film Festival, presidente onorario in questa decima edizione e celebrato da un riconoscimento ad hoc. Ma coinvolto e partecipe come nel 2003. Quei giorni epici, revocati da Alberto Armiraglio cui Tosi ha passato il testimone, in cui, leggendo sul “Corriere della Sera” della crisi delle piccole sale, un gruppo di amici decise di rispondere con una Cannes di provincia. Cresciuta anno dopo anno – lo dicono i numeri delle persone in sala, e l’attenzione dedicata dagli addetti ai lavori al palmares delle “fabbrichette”. Per questo Tosi, il 31 marzo 2012, mentre attende sul red carpet di piazza Plebiscito attrici del calibro di Claudia Gerini, Valeria Marini e Paz Vega, è raggiante. «Ricordo tante cose, di questi dieci anni, tanti bei momenti. E mi aspetto cose sempre più belle, di continuare a crescere. E da domani, di cominciare a lavorare per costruirle». Parla qui lo stesso Tosi che la memoria collettiva dei bustocchi rivede a Venezia, per cercare tra gli ospiti del Lido interlocutori e potenziali ospiti per la sua città. «Queste presenze lo confermano: Busto è una tappa accreditata per il cinema italiano, ce lo dicono gli attori, così come
gli albi dei premiati». Tosi accenna solo a nomi come Francis Ford Coppola, Michelangelo Antonioni – che la stessa Wikipedia, enciclopedia on line ricorda avere ricevuto proprio da Tosi l’ultimo riconoscimento prima della morte – Jane Fonda. Ma l’elenco potrebbe continuare, citando ad esempio gli ospiti internazionali, da Faye Dunaway a Oona Chaplin e Michael Madsen.Tosi conclude: «Certo, dieci anni fa non me lo aspettavo in questi termini, oggi si potrebbe parlare addirittura di una Busto Arsizio Hall of Fame. E lo stesso premio Antonioni ha visto vincitori di tutto rispetto». Stranieri come Paz Vega, attesa Maria Maddalena nella pellicola del varesino Giorgio Campiotti, ma anche italiani come Isabella Ragonese. Infine, a volo d’angelo, Tosi tocca con La Provincia di Varese un tema che deve avere amareggiato non poco lui e l’organizzazione. Le polemiche che in città, sopratutto tra i banchi della politica, dentro e fuori il consiglio comunale, hanno seguito l’annuncio del primo cittadino della devoluzione di 100 mila euro in favore del Baff. «L’organizzazione conta su 100 persone che si danno da fare a titolo volontario – spiega il patron – questa è una manifestazione che vale oro, in termini di ricaduta positiva per la città: altrove, dove non si potesse contare su questo circuito di appassionati che lavorano a titolo sostanzialmente gratuito costerebbe un milione di euro».Emanuela Boem
s.bartolini
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