Roma, 13 mag. (Apcom) – David Cameron corre ai ripari: dopo lo
scandalo sui rimborsi spese che ha travolto anche otto dei
“Ministri ombra” conservatori, il leader dei Tories ha invitato i
parlamentari coinvolti a rimborsare quanto dovuto minacciando di
espellerli dal partito.
“La gente ha ragione ad arrabbiarsi con dei deputati che hanno
utilizzato denaro pubblico per pagare cose che pochi possono
permettersi: si sono comportati in modo poco etico e sbagliato,
non importa se entro le regole, comunque sbagliato”, ha
dichiarato Cameron in conferenza stampa.
Come nota il quotidiano britannico The Guardian, i Tories sono
stati i più veloci a reagire allo scandalo: il Labour – che vede
coinvolti non pochi membri del governo – riunirà oggi una
speciale commissione che valuti la liceità dei rimborsi, mentre
il premier Gordon Brown ha intenzione di nominare una commissione
indipendente che esamini tutte le richieste avanzate dai
parlamentari negli ultimi quattro anni.
Allo scandalo non sono sfuggiti neanche i Liberal-democratici,
tra cui il leader Nick Clegg (rimborsato di 28 euro di telefonate
alla famiglia, che restituirà, oltre che di 160 sterline al mese
per curare il giardino di casa, ai quali invece non ha intenzione
di rinunciare) e l’ex segretario Menzies Campbell (che ha speso
10mila sterline per ridecorare il suo appartamento a Londra).
A pagare per primo e di persona potrebbe però essere lo Speaker
(il presidente della Camera) Michael Martin, accusato da governo
e opposizione di non aver saputo gestire la crisi: “E’ chiaro che
il Parlamento intero deve delle scuse al Paese, e Martin deve
farsi carico di questa necessità e dell’urgenza di stabilire
delle nuove regole che mettano i deputati al riparo da ogni
ulteriore sospetto”, ha dichiarato Clegg, mentre i Tories hanno
avviato la raccolta di firme per una mozione di sfiducia.
Mgi
MAZ
© riproduzione riservata










