Giallo della bottiglietta siringata: la polizia di Stato si concentra sui video del sistema di sorveglianza del supermercato. I filmati prelevati dagli uomini della questura di Varese: nei fotogrammi potrebbe nascondersi l’autore del folle gesto.
Sale la preoccupazione tra i consumatori: «Hai paura anche a fare la spesa», dicevano ieri i clienti del supermarket dove la bottiglietta d’acqua avvelenata è stata acquistata nella serata di martedì. La cinquantunenne titolare del bar cioccolateria di via Carrobbio vittima casuale della follia di uno sbandato, ieri mattina è stata dimessa dall’ospedale di Circolo dove è rimasta ricoverata per 24 ore dopo quel sorso d’acqua fatale.
«Sta bene – raccontano le giovani socie della donna – È una donna combattiva, pensa come prima cosa al lavoro. Oggi (ieri, ndr) voleva venire al bar appena uscita dall’ospedale. Abbiamo fatto fatica a convincerla che non era il caso, che doveva riposarsi almeno un pomeriggio».
La commerciante ha aperto la bottiglietta prelevata da una convenzione da sei nella mattinata di mercoledì. La bottiglia era sigillata: due dita d’acqua versate in un bicchiere, poi il sorso fatale. Le difficoltà respiratorie, il bruciore, poi, fortunatamente, il rigurgito di quello che aveva appena ingerito. Capovolgendo la bottiglietta i poliziotti intervenuti si sono accorti che era stato praticato un fiorellino alla base del collo della bottiglietta. Anche su quel foro si stanno concentrando le indagini. È stata usata una siringa? Oppure un altro strumento, magari così particolare da poter fornire un’indizio sull’autore del gesto. E poi, come detto, ci sono i filmati del sistema di videosorveglianza. Le telecamere, ammesso che il pazzo abbia agito al supermarket e non prima, magari durante la consegna del carico d’acqua, potrebbero mostrare un volto.
Qualcuno che si avvicina ai bancali d’acqua. Un qualcuno che poi andrebbe identificato. Al momento non è certo neanche il tipo di sostanza tossica iniettata nella bottiglietta: «Anche all’ospedale stanno analizzando i prelievi eseguiti – raccontano le socie dell’esercente – Per noi era ammoniaca. L’odore è inconfondibile e annusando il bicchiere era lampante». I controlli eseguiti al supermarket hanno escluso che vi fossero altre bottigliette danneggiate. E anche questo per gli inquirenti potrebbe rappresentare una stranezza. Chi agisce in questo modo tende a preparare più di una trappola.
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