Giappone/ Cibi contaminati, no rischi: import Italia quasi nullo

Giappone/ Cibi contaminati, no rischi: import Italia quasi nullo

Roma, 15 mar. (TMNews) – Niente rischi per gli italiani a tavola derivanti da prodotti agroalimentari importati dal Giappone, dove alcune centrali nucleari sono state danneggiate dal terremoto prima e dallo tsunami poi, innescando il rischio di contaminazione radioattiva. Per gli italiani non ci sono rischi a tavola perchè gli arrivi di prodotti agroalimentari dal Giappone nel nostro paese sono del tutto marginali. Nel 2010 l’importo complessivo dell’import agroalimentare dal Giappone in Italia è stato di appena 13 milioni di euro, solo lo 0,03% dell’import agroalimentare totale del nostro paese, che nello stesso anno è stato pari a 36.346 milioni.

L’analisi è stata fatta dalla Coldiretti sul commercio estero con il Giappone, gravemente colpito dalla grave tragedia del terremoto e dall’incubo della contaminazione nucleare per la radioattività. Inoltre, le già limitatissime importazioni dell’agroalimentare giapponese riguardano per ben 3 milioni di euro piante e fiori, che non sono destinati a fini alimentari mentre si rilevano arrivi praticamente irrisori, nell’ordine, di semi oleosi, bevande alcoliche, oli vegetali, prodotti dolciari, pesce e thè.

Molto più rilevanti, invece, le spedizioni di prodotti agroalimentari made in Italy nel Paese del Sol Levante, che potrebbero essere colpiti dagli effetti della tragedia sull’economia nipponica. A rischio ci sono le esportazioni agroalimentari nazionali, che nel 2010 hanno fatto segnare un valore 536 milioni di euro, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente. Il prodotto più esportato in valore è, spiega la Coldiretti, il vino con oltre 102 milioni di euro, seguito dalla pasta per 82 milioni, dalle conserve di pomodoro con 70 milioni, dall’olio di oliva con 69 milioni e dai formaggi con 41 milioni di euro.

Apa

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