Roma, 24 mar. (TMNews) – Evitare la psicosi collettiva: l’Italia non corre alcun rischio dall’arrivo della ‘nube’ dal Giappone. I prodotti agroalimentari italiani sono al sicuro e non c’è nessun pericolo di contaminazione radioattiva. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, tornando sulla ipotesi che la massa d’aria che dall’area di Fukushima si sta spostando sul resto del mondo possa arrivare anche in Europa. Come hanno già sottolineato il ministro della Salute Ferruccio Fazio e i ricercatori
di Cnr e Ispra, non c’è infatti nulla da temere sul fronte della sicurezza. Si tratta di normali masse d’aria che si spostano e che, nel caso raggiungessero effettivamente l’Italia, avrebbero un contenuto radioattivo insignificante. “Questo vuol dire – spiega la Cia – che non c’è alcun rischio per la salute e tantomeno un ‘rischio contaminazione’ per i prodotti della nostra agricoltura. E’ importante ricordarlo, per evitare allarmi ingiustificati che potrebbero arrecare solo danni al settore primario”.
Allo stesso modo, proseguono gli agricoltori, oggi non c’è nessun pericolo sul sushi. “La fuga dai ristoranti giapponesi e dal pesce crudo è assolutamente irrazionale – osserva la Cia – e questo perché il tonno o il salmone che ci vengono serviti in locali come i ‘sushi bar’ sono praticamente nostrani. Piatti come il sashimi, infatti, hanno bisogno di prodotti freschissimi e quindi il pesce è solitamente quello locale. Al massimo viene dai paesi del Mediterraneo o, per quanto riguarda il salmone, dal Nord Europa”.
Ma il rischio è “irrisorio” anche sul fronte dell’import da Tokio: le importazioni alimentari dal Giappone all’Italia sono quasi inesistenti, ribadisce ancora una volta la Cia, rappresentando appena lo 0,03% dell’intero commercio agroalimentare in entrata dai paesi stranieri. Non solo. La Ue ha già esortato gli Stati membri a verificare con accurati controlli e verifiche l’import di cibi provenienti dal Sol Levante.
Apa
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