Giappone/ Radiazioni, rischio anche per generazioni future

Giappone/ Radiazioni, rischio anche per generazioni future

Roma, 14 mar. (TMNews) – Durante tutta la nostra vita siamo
sottoposti agli effetti delle radiazioni, ovvero dall’insieme di
fenomeni capaci di trasportare energia attraverso lo spazio. La
luce, il calore, le radiazioni elettromagnetiche, i raggi
cosmici, sono esempi di radiazioni a cui siamo continuamente
sottoposti. Alcune di queste radiazioni sono necessarie alla
vita, che altrimenti non esisterebbe; altre, invece, sono
particolarmente percolose perché hanno effetto “ionizzante”,
ovvero la loro energia è sufficiente a strappare o far acquisire
uno o più elettroni all’atomo (o la molecola) che viene colpita,
trasformandolo in uno ione, ovvero in una particella
elettricamente carica che perciò è in grado di associarsi con
altre particelle, determinando gli aggregati più diversi.

Tipi particolari, e particolarmente nocivi, di radiazioni
ionizzanti sono quelli liberati dal decadimento degli atomi di
sostenze come l’uranio. Sono fondamentalmente di tre tipi,
chiamati alfa, beta e gamma, con caratteristiche differenti, ma
tutti in qualche modo nocivi, in particolare per i tessuti
viventi. Gli organismi biologici sono formati infatti
essenzialmente da associazioni complesse di grandi molecole
organiche, connesse al loro interno e fra loro da legami molto
deboli e delicati. Una radiazione ionizzante, cioè in grado di
strappare gli elettroni da un atomo neutro trasformandolo in uno
ione, è in grado dunque anche di spezzare i legami che esistono
all’interno delle molecole organiche, determinando danni
gravissimi.

Questi danni possono andare dalla morte delle cellule che
contengono le molecole colpite (provocando per esempio vaste
piaghe sull’epidermide o degenerazioni degli organi interni).
Oppure possono trasformare una cellula sana in cellula cancerosa,
causando l’insorgere di tumori e leucemie. L’entità del danno
dipende, ovviamente, dalla quantità di radiazioni ionizzanti che
si assorbe (vi sono moltissimi studi al riguardo, non tutti
concordanti sulle dosi necessarie per avere effetto più o meno
nocivo).

In caso di forti esposizioni, comunque, gli organi interni sono
danneggiati in modo tale che il recupero è impossibile, e si
muore o rapidamente o a distanza di poco tempo. Nel caso di
esposizioni più basse, ma prolungate, si possono determinare
accumuli di danni che portano a degenerazioni irreversibuili o
all’insorgere di patologie come cancro e leucemia, anche a
distanza di tempo.

Una conseguenza particolarmente insidiosa è quando ad essere
colpite dalle radiazioni sono le molecole del Dna, nelle quali è
“codificato” il nostro patrimonio genetico. In questo caso si
possono determinate delle “mutazioni”, ovvero di modifiche al
codice genetico che provocano deformità e patologie, e che sono
trasmissibili alle generazioni future. In altre parole, si
determina un danno che si propaga anche ai discendenti. Nel
territorio attorno alla centrale di Chernobyl in Ucraina, dove
nel 1986 in seguito al più grave incidente nucleare della storia
vi fu una grave contaminazione radioattiva, i biologi hanno
riscontrato la nascita di insetti con deformità mai viste prima,
e anche le piante hanno mostrato particolari deformazioni di
origine genetica.

Fus

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