Roma, 11 mar. (TMNews) – Il premier giapponese Naoto Kan ha annunciato lo sgombero di tutti i residenti nel raggio di 10 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima Daichi, danneggiata dal violento sisma che ha colpito questa mattina le zone nord-orientali del Paese: lo riferisce il sito della Bbc.
Fino ad ora era stato sgomberato un raggio di circa tre chilometri attorno all’impianto, per un totale di circa seimila persone.
Le autorità stanno infatti decidendo se procedere ad un rilascio del vapore (che è lievemente radioattivo) in modo da far abbassare la pressione interna del reattore numero due della centrale: tale rilascio viene effettuato all’interno della centrale e non dovrebbe esservi nessuna fuga radioattiva verso l’esterno. Tuttavia, secondo l’agenzia di stampa nipponica Jiji i livelli di radiazione all’ingresso della centrale sarebbero otto volte superiori al normale.
Si tratta di un reattore del tipo “ad acqua bollente” (Bwr),
uno dei progetti di più larga diffusione e utilizzato in numerosi impianti nipponici. La reazione nucleare del nocciolo
produce calore, che a sua volta provoca l’ebollizione dell’acqua
e quindi vapore: questo aziona direttamente una turbina per
generare elettricità, poi viene raffreddato tramite un
condensatore e l’acqua pompata di nuovo nel reattore, completando così il ciclo.
Il problema è che anche quando il reattore viene spento e la
reazione nucleare cessa, all’interno rimane un calore elevato che deve essere dissipato da un adeguato sistema di raffreddamento: tale sistema non è entrato automaticamente in
funzione non appena il reattore si è chiuso a causa della scossa
sismica.
Mgi
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