Gioca e perde i soldi dell’affitto Per riaverli sfascia il videopoker

VARESE Quella macchinetta gli aveva mangiato tutti i soldi. Così aveva deciso di vendicarsi sventrandola per recuperare il maltolto.

Questa mattina Alfons Dashaj, giovane di origine albanese, è stato condannato a quattro mesi di reclusione (pena sospesa). È stato riconosciuto colpevole di un furto aggravato commesso il 9 novembre 2009 nella sala bingo di via Tagliamento, a Varese.

Dashaj sarebbe un giocatore compulsivo: così ha sostenuto in aula il suo difensore Paolo Bossi, che infatti ha ottenuto il minimo della pena.

Quel giorno il giovane aveva appena ritirato lo stipendio e con 700 euro si apprestava a pagare l’affitto di casa. Ma il richiamo del videopoker era stato irresistibile. Così, moneta dopo moneta, aveva dilapidato l’intera somma senza mai vincere nemmeno un centesimo. Al colmo della disperazione, aveva chiesto agli altri giocatori in sala se qualcuno avesse con sé un cacciavite. E dopo essere stato esaudito, aveva scassinato la macchinetta, portandosi via in un sacchetto di plastica giallo una parte della valanga di monetine piovuta a terra.

Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso la sua alzata d’ingegno. E ciò aveva permesso alla Polizia di Stato di identificarlo. Ma lui, non si sa se per calcolo o per reale pentimento, il giorno dopo si era presentato in Questura restituendo 754 euro in monetine: più o meno quello che aveva giocato lasciandosi prendere la mano. Secondo i responsabili della sala bingo, tuttavia, la macchinetta svaligiata conteneva circa 3200 euro. L’ipotesi della difesa è che qualcun altro abbia approfittato dell”esproprio” compiuto da Dashaj, facendo man bassa del ben di Dio sparse sul pavimento.

Bossi ha cercato anche di giocare la carte dell’incapacità di intendere e di volere: Dashaj, insomma, sarebbe talmente preso dal gioco da perdere letteralmente il controllo di sé. Il giudice Rossella Ferrazzi ha accolto in parte questa linea difensiva. Così ha dimezzato gli otto mesi di reclusione chiesti dalla pubblica accusa, rappresentata ieri da Antonella Rombolà.

s.bartolini

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