BUSTO ARSIZIO Riassunto per ordine del giudice uno dei tre dipendenti Agesp licenziati in tronco per essere stati sorpresi a giocare a carte in un afoso pomeriggio di luglio in orario lavorativo. Così dispone la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Busto Francesca Savignano: le motivazioni della decisione saranno depositate tra 30 giorni.
I fatti risalgono al 2010. I tre dipendenti di Agesp erano addetti al servizio cimiteriale. In quel pomeriggio tutti e tre erano in servizio: avrebbero dovuto eseguire una capillare operazione diserbante lungo i viali del camposanto. Il loro diretto superiore, invece, li sorprese mentre si concedevano un istante di relax giocando una partita a carte. Immediata la segnalazione all’azienda, che licenziò il trio per inoperatività sul lavoro.
Paola Reguzzoni, presidente di Agesp, aveva commentato qualche settimana il fatto: «Tolleranza zero nei confronti di chi non compie il lavoro per cui è regolarmente pagato mostrando scarso rispetto sia nei confronti dell’azienda che dell’intera città visto il ruolo di Agesp».
Il giudice sembra però aver reputato insufficienti i motivi che hanno portato al licenziamento del dipendente reintregrandolo a tutti gli effetti.
«Non possiamo che compiacerci di questa sentenza che restituisce il lavoro a chi ne ha davvero bisogno – commenta Fausto Sartorato, segretario provinciale di Usb, sindacato autonomo – Abbiamo sempre reputato futili i motivi del licenziamento e abbiamo fatto bene». Il 2 dicembre compariranno davanti al giudice Francesca La Russa i colleghi del neo reintegrato: anche loro hanno chiesto di essere riassunti, rifiutando la buona uscita di Agesp pronta a versare a ciascuno 15 mensilità, ma non a rimettere al lavoro i due licenziati.
S. Car
j.bianchi
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