Girometta a Mario MontiUn varesino in Europa

Girometta a Mario MontiUn varesino in Europa

VARESE A Mario Monti la Girometta d’oro 2008. La Famiglia Bosina premia con la sua massima onorificenza, assegnata a personaggi ed enti varesini distintisi per il particolare impegno speso della promozione del territorio varesino, l’economista varesino Monti, presidente dell’università Bocconi e commissario europeo. I bosini hanno, dunque, voluto l’illustre varesino nell’albo dei grandi nomi internazionali i cui natali sono nella città giardino. Nella dicitura di assegnazione del premio si legge: «Il luogo di nascita resta sempre nel cuore. La regola non può aver trovato eccezione anche per chi – pur portato da una vita di celebrità, fatta di ampiamente meritati riconoscimenti, ad altri approdi – delle sue origini anagraficamente varesine deve pur essere memore. Ne consegue che un pizzico della sua gloria – che si voglia interpretare come quella di economista insigne, di letterato, di docente e comunque maestro di ogni strada percorsa – ci permettiamo ritenere appartenga anche ai varesini. È questa, sicuramente, presunzione, ma soprattutto stima e – ci sia consentito – affetto di concittadini». E dal pulpito di San Vittore anche il grazie di Monti,

nato nel 1943 a Varese, e che nella sua carriera può annoverare importanti incarichi quali, dal 1995 al 1999, quello di membro della Commissione europea: «È un grande onore per me ricevere questo riconoscimento anche se non abito a Varese, ma qui sono nato quattro anni prima che, nel 1947, la famiglia bosina iniziasse la sua attività. Mio papà era varesino, anche se nacque nel 1900 in Argentina da nonni varesini migrati all’estero e poi rientrati a Varese, nella loro casa era in viale Borri. La mamma era piacentina, ma destino volle, fu mandata a studiare dalle suore del Sacro Monte, anche per ragioni climatiche. Della strada delle cappelle ho quindi un caro ricordo materno. Ricordo che quando a 8 anni assistetti con mio papà ai mondiali di ciclismo del ’51: prima che iniziasse la gara percorremmo il circuito lungo le salite di Brinzio. Il ciclismo è una passione che mi è rimasta. Degli anni ’70 poi ricordo le estati trascorse con mia moglie e i miei figli nella casa di Sant’Ambrogio dei miei genitori». Elena Botter

s.bartolini

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