Giustizia/ Così la riforma Alfano del Governo Berlusconi

Giustizia/ Così la riforma Alfano del Governo Berlusconi

Roma, 10 mar. (TMNews) – Con il Cdm straordinario di oggi, il governo ha dato il via a un cambiamento radicale dell’ordinamento giudiziario, con profonde modifiche anche alla Costituzione. Quale sarà l’iter parlamentare della riforma non è ancora dato saperlo, ma quel che è certo è che da oggi l’esecutivo è impegnato in quella che potrebbe diventare l’ultima frontiera dello scontro toghe-politica. Ecco i punti salienti della riforma Alfano.

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE – Scuole di formazione, concorsi e
iter carrieristici completamente separati tra magistratura
giudicante e requirente, con il dichiarato intento di stabilire
finalmente la completa parità tra accusa e difesa. Questo è uno
dei punti più controversi della riforma, perchè le toghe
esprimono il timore che i pubblici ministeri finiscano
direttamente sotto il controllo dell’esecutivo e vengano
estromessi dall’ordine giudiziario.

DOPPIO CSM – Con la separazione della carriere, dovrebbe venire
introdotto un secondo Csm, in maniera che i due rami della
magistratura abbiano organi di autogoverno separati. Entrambi
saranno presieduti dal Capo dello Stato e saranno composti per
una metà da togati eletti dai magistrati e per l’altra metà da
laici nominati dal Parlamento. Nel Csm dei giudici entrerà di
diritto il primo presidente della Cassazione, mentre in quello
dei pm il Procuratore generale della Cassazione. L’ingresso dei
membri di diritto (entrambi magistrati) rende quindi la
componente togata dei due Csm comunque maggioranza assoluta.

OBBLIGO AZIONE PENALE – Resta l’obbligo per i magistrati di
promuovere l’azione penale, ma secondo “criteri indicati dalla
legge”. Sarà quindi il Parlamento, con legge ordinaria, a
stabilire la gerarchia dei reati da perseguire.

RAPPORTO PM-POLIZIA GIUDIZIARIA – Cambia radicalmente il rapporto tra il pubblico ministero e la polizia giudiziaria. Se oggi gli investigatori sono infatti alle dirette dipendenze dei magistrati, con la riforma Alfano sarà il Parlamento, con legge ordinaria, a stabilire quali dovranno essere i rapporti tra magistrati e polizia giudiziaria. Verrà inoltre riassegnato a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza il potere di indirizzare le indagini, oggi affidato al magistrato.

TRASFERIMENTI DEI MAGISTRATI – Con la riforma viene assegnato a
entrambi i Csm il potere, qualora le circostanze o le necessità
di copertura dei posti vacanti lo richiedano, di procedere al
trasferimento d’ufficio dei magistrati.

INAPPELLABILITA’ DELLE SENTENZE – La riforma varata dal Cdm
prevede il ritorno all’inappellabilità delle sentenze di
assoluzione in primo grado.

RESPONSABILITA’ CIVILE MAGISTRATI – Le toghe verranno parificate
agli altri dipendenti pubblici e saranno responsabili civilmente
degli atti compiuti in violazione dei diritti. Inoltre, i
magistrati saranno chiamati a rispondere di tasca propria di
macroscopici errori giudiziari o di evidenti disservizi a loro
imputabili.

INTERCETTAZIONI – Pur non facendo parte del pacchetto di
interventi sulla Costituzione, la riforma prevede anche una
modifica della normativa sulle intercettazioni: massimo 75 giorni
di tempo per gli ascolti e via libera alle orecchie elettroniche
solo nel caso in cui siano presenti “gravi indizi di reato”.

Gic

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