Roma, 11 mar. (TMNews) – Prove di dialogo tra il Guardasigilli Angelino Alfano e il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. Ma il confronto, a giudicare più dalle espressioni che dai termini del dibattito, è piuttosto in salita.
Finocchiaro ha infatti sostenuto, parlando a ‘Porta a Porta’ che “con il suo continuo attacco alle istituzioni, quando Berlusconi parla di riforma costituzionale della giustizia, è difficile che non appaia mosso da un certo risentimento nei confronti delle toghe”. Immediata la replica del ministro Alfano il quale ha immediatamente declinato la ‘trilogia’ del perfetto confronto.
“No – ha detto il ministro – a posizioni ideologiche preconcette e, soprattutto, basta attese. Se aspettiamo che ci sia un cielo sereno tra Berlusconi e la sinistra – ha proseguito – le riforme non si fanno mai”. Per questo, il ministro ha sottolineato il fatto che la revisione costituzionale della giustizia è stata presentata a mezza legislatura.
“Ora – ha aggiunto – il Parlamento ha una buona occasione. Sono sicuro che assisteremo a tre posizioni, chi è favorevole a riformare tutto, chi è contrario a prescindere e chi invece è predisposto all’ascolto e magari a condividere alcuni aspetti della riforma. Mi auguro che il più grande partito dell’opposizione, il Pd, voglia appartenere a questa terza categoria”.
Nella conferenza stampa di ieri mattina dopo il Cdm, lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha investito il suo Guardasigilli del ruolo di pontiere tra Governo e opposizione, un ruolo che Alfano ha iniziato a svolgere con perizia fin da stasera, lasciando a Finocchiaro numerosi spiragli per intavolare una discussione costruttiva. La senatrice del Pd, pur avendo sostenuto di “non essere una conservatrice e di non essere ostile alle riforme”, ha concluso ribadendo che il clima che si respira in Parlamento e nel Paese non è dei più adatti a una riforma costituzionale.
Gic/Ral
102003 mar 11
MAZ
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