I corsi mattutini d’italiano per stranieri organizzati dal Cpia di Varese hanno finalmente trovato un rifugio nella scuola elementare Ugo Foscolo del quartiere di Bosto.
Le lezioni effettive sono iniziate ieri: al piano terra della struttura – parte non occupata dagli scolari bambini – insegnanti e alunni sono stati sistemati in due aule, una soluzione provvisoria cui si è giunti attraverso un cammino non privo di difficoltà e portato a termine grazie alla collaborazione fattiva di più enti.
Lo spiega il preside del Centro Provinciale istruzione adulti, : «Le aule che avevamo a disposizione in altre sedi lo scorso anno non erano più libere – afferma – Il Comune di Varese, con l’interessamento del Provveditorato, è riuscito tramite una faticosa riorganizzazione a trovarci un posto alla Foscolo, che ringraziamo per l’aiuto. Mettere vicini adulti e bambini in uno stesso luogo può essere problematico, ma sarà temporaneo».
La definitività verrà raggiunta il prossimo anno: i corsi – sia i mattutini che quelli serali attualmente tenuti presso l’Isis Newton di via Zucchi – verranno riuniti in via Brunico 29 all’istituto Salvemini, luogo in cui il Cpia ha già la sede amministrativa. Si attende solo che il trasferimento annunciato del liceo linguistico Manzoni – anch’esso ora in via Brunico – si completi effettivamente.
Questo tourbillon di scuole, sedi e aule sembra un rompicapo, ma non ha intaccato l’aspetto più importante dell’istruzione: «La scuola non è altro che il legame che si crea tra docenti e discenti – sottolinea ancora Caielli – Un rapporto che da noi funziona e dà frutti».
Sono più di mille gli studenti extracomunitari che frequentano i corsi d’italiano al Centro, 150 quelli che tre mattine a settimana si siederanno sui banchi della Foscolo per cimentarsi con le trappole della lingua di Dante. Il servizio offerto è una tappa fondamentale nel percorso d’integrazione: le leggi in vigore prevedono infatti l’obbligo di raggiungere – entro due anni dal rilascio del permesso di soggiorno – una conoscenza linguistica di livello A2, gravame a carico dei migranti che si inserisce nel meccanismo della cittadinanza a punti, atto a dimostrare la capacità di integrarsi nel tessuto economico-sociale.
Sono in programma esami finali: non passarli equivale ad una teorica possibilità di espulsione.
Dopo un colloquio che stabilisce il grado di preparazione iniziale, gli insegnanti del Cpia accompagnano gli alunni fino ai test, partendo in molti casi da corsi di alfabetizzazione. Il panorama degli stranieri è infatti variegato: c’è chi ha un grado d’istruzione molto alto ed incontra meno problemi e chi, anche per ragioni di provenienza e quindi di lingua madre, è costretto a partire da zero.
«Cinesi e arabi trovano maggiori difficoltà di altri – racconta Rosanna Caravati, insegnante d’italiano da 15 anni – Così gli ucraini, che non usano gli articoli davanti ai nomi e devono imparare a farlo. Le situazioni sono diverse e il risultato non è scontato. La maggior parte dei frequentanti dimostra però grande impegno e partecipazione».













