– Anche gli amici di Varese scendono in campo per cercare , lo studente di filosofia che è partito venerdì 29 gennaio per un’escursione di più giorni in Val Grande e di cui non si hanno notizie da domenica scorsa, quando il diciannovenne ha inviato un messaggio alla madre.
Tre giorni di ricerche non hanno portato ad alcun risultato. Paolo sembra svanito nel nulla da cinque giorni. Con la giornata di ieri sono stati passati in rassegna tutti i sentieri, i bivacchi, le grotte, le baite diroccate e persino i ripari più difficilmente accessibili. Quella di oggi sarà una corsa contro il tempo. Domani si attende pioggia, magari anche la neve, quindi bisogna fare ancora di più l’impossibile per trovare il giovane. Fin dal mattino, i sentieri tra Pogallo e Cicogna saranno battuti un’altra volta dal gruppo di amici di Paolo, che si terrà in stretto contatto con i soccorritori in modo da coordinare gli spostamenti. «Un cane molecolare verrà portato esattamente nel punto in cui Paolo è stato visto l’ultima volta, lunedì mattina, da due coppie di escursionisti – spiega , responsabile della decima delegazione Val d’Ossola del soccorso alpino – Con il cane si farà un lavoro diverso dal solito. Non gli faremo seguire una traccia, ma escludere le direzioni dove Paolo non è andato, in modo da restringere ulteriormente il campo della ricerca». Oggi, inoltre, verranno percorsi in discesa anche il Rio Pogallo e il torrente San Bernardino. In campo ci saranno anche gli elicotteri. Proprio come ieri, quando l’elicottero dei vigili del fuoco è partito da Malpensa per portare le squadre dei soccorritori nei luoghi più difficili da raggiungere a piedi e poi è tornato a riprenderli in serata.
Nuove tracce non ne sono state trovate. Non sono arrivate altre testimonianze. Gli ultimi ad aver parlato con Paolo sono probabilmente Gregor e Alessandro, due escursionisti che casualmente lo hanno incontrato una settimana fa, tra sabato e domenica, nel bivacco di Pian di Boit e a cui il giovane varesino aveva raccontato l’itinerario programmato. Sempre in quella occasione, i due escursionisti avevano
notato che Paolo era stanco e a corto con le provviste. I genitori di Paolo sono sempre sul posto, in attesa di notizie. Parecchi amici di Varese sono già arrivati in Val Grande in questi giorni per dare una mano nelle ricerche. Altri ne arriveranno oggi, alcuni con il solo intento di stare vicino ai genitori per sostenerli in questa prova difficile.
Gasparini ricorda a chi ha intenzione di mettersi a cercare Paolo di fare molta attenzione: «Noi non possiamo vietare le ricerche spontanee, ma non possiamo neppure gestirle. La paura è che persone senza esperienza finiscano per creare un problema nel problema. I nostri soccorritori hanno un certo tipo di formazione, avventurarsi in Val Grande è pericoloso». Paolo Rindi, alle superiori, ha frequentato il liceo Manzoni ad indirizzo musicale, un percorso di studi esclusivo, aperto solo a chi ha un vero talento per la musica. Da sempre il giovane ha dimostrato una sensibilità rara per il pianoforte. Tutti lo ricordano come un ragazzo serio e con la testa sulle spalle. Il tipo da cui non ci si aspetta una imprudenza. Inoltre, il giovane era già stato diverse volte in Val Grande.













