Gli auguri più belli sono quelli di zio Gino

La Provincia di Varese compie 10 anni: l’editoriale del direttore Andrea Confalonieri

Non potevamo che compiere gli anni insieme a Vincenzo Nibali che taglia da solo il traguardo della Tre Valli. Perché è uno Squalo, come noi. Perché addenta chiunque ma solo seguendo il suo istinto, attacca per vivere e vincere, non c’è nessuno se non la sua indole e i suoi tifosi (i nostri lettori) a spingerlo. Perché quelli che per gli altri sono ultimi, come i ragazzi seduti su una carrozzina (Luca Alfano, Alfredo Luini) o senza braccia né gambe (Bebe Vio) né vista (Cassioli), noi li trattiamo come i primi che possono insegnarci a fare il giornale (se insegnano

qualcosa a noi, magari poi noi possiamo trasmettere qualcosa di bello a voi). Perché abbiamo sempre fatto fatica senza sentirci i migliori, non vergognandoci di partire dallo sport per capire il mondo perché solo lo sport, la malattia e la famiglia insegnano certe cose: è la salita e non la discesa o la scappatoia a farti capire chi sei, solo se in fondo all’anima c’è una ferita e non la bella vita, quella luce laggiù – laggiù in fondo all’anima della Provincia – risale negli occhi nostri per farsi vedere dagli occhi vostri pungendo come spina o colpendo come rosa.

Dieci anni per noi sono passati in fretta perché ci siamo sempre divertiti, ci siamo incazzati, abbiamo pianto e abbiamo sorriso un attimo prima di farvi divertire, incazzare o piangere e sorridere: noi siamo sempre noi, ma voi siete più importanti di noi, e a differenza di quello che pensano tanti giornali e giornalisti non siete stupidi, né servili, né boccaloni, ma vedete e sentite ciò che anche noi vediamo e sentiamo ogni giorno, e se noi vi nascondiamo qualcosa o vi vendiamo aria fritta e frottole, voi ve ne accorgete soltanto sbirciando un titolo.

Quello che è stato ed è il cuore della Provincia è entrato alle 18.30 di ieri in redazione, con la sua giacca blu nemmeno tolta dopo il turno di lavoro: «Sono venuto a portarvi un regalo per i vostri dieci anni» ha detto Samuele Giardina, collaboratore del primo numero che a un certo punto ha deciso di andare in fabbrica «perché se non cambi, ogni tanto, non ti accorgi della vita che passa». Sam ha

lasciato sulla nostra scrivania la tessera di abbonamento al Varese Calcio numero 1150. «Era quella che avrebbe fatto mio zio Gino (e per Sam lo zio Gino era tutta la sua vita) mancato da poco. Era la tessera che lui avrebbe certamente regalato alla Provincia per il suo decimo compleanno». In quel momento Sam stava lasciando il suo cuore (il cuore di Gino) a chi l’avrebbe custodito con cuore: cioè alla Provincia, quindi a tutti voi.

Quello che è stato ed è il cuore della Provincia ha tanti nomi, cinque in particolare: Alessandro, Edoardo, Francesco, Matteo e Pietro. Poco più che diciottenni, hanno postato su Facebook un articolo straordinario dal titolo “A Varese piove sempre. Avete ragione, piovono bellezze” in cui vedono il bello che c’è in giro, e decidono che il bello è molto superiore allo schifo. La loro domanda è un pugno nello stomaco: «Perché non credete tutti in Varese e nella nostra provincia come ci crediamo noi?». Noi siamo come loro, e se voi siete come noi, leggete sicuramente la Provincia.