Stalker da scrivania: un professionista ossessiona chi gli ha commissionato un lavoro (malfatto) arrivando a inviare alla vittima, e ai suoi collaboratori, 30mila mail in due mesi. Denunciato e rinviato a giudizio: il web master stalker di 68 anni andrà a processo il prossimo 13 aprile.
Atti persecutori, questo il capo di imputazione contestato al varesino non più giovanissimo che ha deciso di “vendicarsi” per il mancato saldo del lavoro commissionato. Tutto ha inizio nell’estate del 2013.
La vittima, 60 anni, amministratore delegato di una media impresa con sede a Varese, affida al sessantottenne l’incarico di realizzare un portale internet per le attività della sua azienda. Un lavoro che ha però scontentato il committente: il portale, come dichiarato dalla vittima, ha da subito creato non pochi problemi.
Insomma per il committente c’erano dei problemi e l’incarico era stato disatteso. Segnalate le anomalie il web master aveva risposto inviando una fattura da duemila euro a saldo del suo incarico. E il cliente si era indispettito palesando l’intenzione di voler pagare.
L’amministratore si aspettava una causa davanti al giudice di pace; una causa che, convinto di essere nel giusto, avrebbe affrontato senza timore.
E invece, no. Il sessantottenne si è vendicato nel peggiore dei modi. Da luglio ad agosto 2013 la casella di posta elettronica dell’imprenditore varesino è stata intasata da quasi diecimila e mail. Non pago il web master ha fatto lo stesso con le caselle dei collaboratori della vittima.
In tutto 30mila mail in due mesi; una media di 180 messaggi al giorno. In sintesi il sessantottenne centuplicava ogni volta l’indirizzo del destinatario del messaggio; allegando tra l’altro materiale pesantissimo con lo scopo, stando all’accusa, di intasare le caselle di posta prese di mira.
Non solo: lo stalker ha iniziato di tempestare di sms il malcapitato. Sms in cui lo denigrava “lei è peggio dei bambini”, lo prendeva in giro citando Fantozzi, e, dato considerato inquietante dalla vittima, dava segno di seguirlo.
«Che bella la sua nuova L’exus», scriveva il sessantottenne, «peccato sia nera. Il nero è un colore tropo delicato per le macchine». Per la vittima, assistita dall’avvocato , questi sms erano le prove di essere sotto controllo.
Gli sms, tra l’altro, facevano sentire l’imprenditore minacciato. E il gup ieri ha accolto la tesi di Zanzi: quella vendetta ha ingenerato ansia nel professionista.
Il web master andrà a processo per stalking.
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