La scuola varesina è al via: a non essere ancora finito è il calvario dei precari. Tra ieri e oggi i più importanti licei cittadini e provinciali hanno serrato i ranghi e lunedì sarà la volta di molte primarie e delle secondarie di primo grado.
Un inizio senza professori, impegnati nell’ultima stazione della loro via crucis annuale: le convocazioni per le nomine a tempo determinato nella secondaria di secondo grado, in programma solo questa mattina alla Vidoletti.
Il ritardo non ha precedenti: mai, negli ultimi anni, si era arrivati a posticipare la chiamata degli aspiranti “prof per un anno” a lezioni già partite.
A farne le spese sono i supplenti delle classi di concorso relative alla scuola superiore, bloccati nell’incertezza fino in data odierna per poi essere catapultati direttamente in classe da lunedì, con orari già formati e senza nessuna possibilità di avanzare pretese.
Il tamtam corre sui cellulari dei forzati dell’attesa: anche nel 2014 le cattedre “vere” saranno poche in tante materie. Per molti ci sarà solo la possibilità di fare un collage tra spezzoni di ore di poco conto e inconciliabili fra loro, se non a costo di salti mortali. Tra le classi di concorso in sofferenza spicca la A037, quella di filosofia e storia.
Oltre a scontare i problemi comuni – trasferimenti che cambiano le disponibilità, i “quota 96” che non liberano i posti e organici di fatto che pagano le scelte dei dirigenti scolastici – i docenti in questione sono penalizzati anche da un altro aspetto: quello delle cattedre atipiche.
Con tale meccanismo si permette agli insegnanti d’italiano (classe A051) perdenti posto di recuperare ore dedicandosi all’insegnamento della storia: i presidi – pur di non costringere questi docenti a cambiare sede per raggiungere le 18 ore – li ingaggiano su un’altra materia, togliendo però di fatto una possibilità in più per gli appartenenti alla classe A037.
Oggi si capirà meglio, ma c’è da scommettere sul fatto che i professori di filosofia non saranno gli unici a lamentare difficoltà e delusioni, ogni anno uguali a chi fa la muffa in graduatorie ad esaurimento che non vengono mai sfoltite per la penuria di immissioni in ruolo. E per colpa di un Ministero che organizza concorsi anche quando non ci sarebbe bisogno.
Se poi – all’interno di queste graduatorie – è possibile superare i concorrenti “drogando” i punteggi con corsi dai contenuti quanto meno sospetti e di facile accesso (basta pagare), la situazione diventa ancora più pesante.
Lo denuncia un’insegnante di Masnago, , precaria di quella che una volta era definita l’educazione tecnica nelle scuole medie: «Basta andare sui siti internet di riferimento per la categoria e si trovano banner che pubblicizzano regolari “diplomi” a pagamento che regalano punti. Chi li frequenta riesce ad accumulare più di quanto non si ottenga con l’anzianità di servizio».
Lei lo sa bene: ha 40 anni, due figli, insegna dal 1999 e non ha ancora conquistato la sospirata nomina.
«Ogni anno assegnano in ruolo solo due cattedre nella mia classe di concorso – racconta – Di questo passo diventerò titolare quando sarò prossima alla pensione. Cambiare sempre fa male a noi precari e fa male agli studenti, perché non hanno nemmeno la possibilità di abituarsi ai nostri metodi di insegnamento».
Varese
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