Roma, 11 gen. (TMNews) – Deluso dall’incontro con Raffaele Lombardo, preoccupato dall’atteggiamento conciliante del Terzo Polo sempre più compatto e dalle prove di dialogo tra Lega e i ‘terzisti’ sul federalismo. Silvio Berlusconi vede la sua strategia di allargamento della maggioranza segnare il passo, e inizia a temere di doversi trovare a negoziare ogni giorno con Pier Ferdinando Casini, con Raffaele Lombardo, perfino con Gianfranco Fini.
Nell’incontro di questa mattina con il leader dell’Mpa, forte di una pattuglia di cinque deputati, il premier aveva riposto speranze di un allargamento della sua maggioranza e per iniziare a spaccare la nuova aggregazione. Ma il governatore siciliano ha tenuto il punto, e a dimostrare la saldezza della sua posizione ha incontrato in rapida successione Casini e Fini. Al termine, l’assicurazione che tutto il Terzo Polo si attesta sulla linea della “opposizione responsabile” per evitare il voto anticipato.
Un quadro che non lascerebbe affatto tranquillo Berlusconi, al quale a questo punto non resta che puntare sul ‘Gruppo dei responsabili’ di Silvano Moffa. Al vertice del Pdl tenutosi in serata, il premier avrebbe ribadito la convinzione che si riuscirà a raggiungere quota 20 deputati, necessari per il gruppo e per la rappresentanza nelle commissioni parlamentari. Un risultato che renderebbe solo aggiuntiva, avrebbe spiegato Berlusconi
al vertice di palazzo Grazioli, la disponibilità di Casini e del Terzo Polo. Ma il messaggio di stabilità lanciato da Udc e Mpa, e che domani dovrebbe essere fatto proprio anche da Fini in un’intervista a ‘Repubblica’ – spiegano dal Pdl – rischia di complicare le cose: “Se garantiscono ai loro deputati il prosieguo della legislatura, diventerà molto più difficile che qualcuno passi con noi”.
Ecco allora che lo scenario che inizia a delinearsi preoccupa il premier: “Se si chiuderà la finestra temporale per andare al voto anticipato, rischiamo di trovarci al governo ma con la necessità di trattare continuamente con il Terzo Polo. E senza lo spauracchio delle urne, il loro atteggiamento diventerà molto più aggressivo”, è il timore di uno dei partecipanti al vertice Pdl. E magari, aggiunge un dirigente, “senza neanche il legittimo impedimento…”. Tanto che Berlusconi sarebbe tornato ad accarezzare nuovamente la tentazione di forzare verso le elezioni anticipate, già pronto ad usare una eventuale sentenza non favorevole della Consulta come arma in campagna elettorale, anche se di fatto i processi a suo carico resteranno fermi. “Il problema – spiega un esponente Pdl – è che ora il Terzo Polo non ci darà più alcun pretesto per la fine anticipata della legislatura”. Nè una mano potrebbe arrivare dalla Lega, che anzi oggi ha iniziato – con Roberto Calderoli – a tessere la trama di un’intesa col Terzo Polo sul federalismo.
Rea/Bac
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