La base grillina fa quadrato attorno ai suoi “portavoce” per superare le polemiche nazionali. «Siamo compatti e più interessati al lavoro parlamentare che non al gossip delle divisioni interne» assicura il referente del gruppo varesino Luca Pisciotta.
Mentre a Roma si decideva sull’espulsione della senatrice Adele Gambaro, rea di aver criticato il leader Beppe Grillo, a Varese il “cittadino portavoce” del Movimento Cinque Stelle Cosimo Petraroli si confrontava con il “meetup” cittadino. «La base non risente di questi problemi nazionali – afferma Pisciotta – la base è più interessata a quello che fanno i nostri portavoce a livello politico nel concreto, anche se si trovano di fronte ad una “macchina” che non conoscono ancora bene».
«Il lavoro dei nostri parlamentari è molto intenso, tanto che hanno già depositato diversi progetti di legge sui temi del nostro programma elettorale». Lo stesso Pisciotta ammette che sul territorio si potrebbe dare un sostegno maggiore ai parlamentari pentastellati: «Anche noi della base abbiamo qualche colpa, se il lavoro di comunicazione all’esterno non è ancora perfetto».
Il deputato Petraroli da parte sua fa l’elenco delle proposte portate avanti dai Cinque Stelle, molte delle quali respinte in aula, e ironizza: «Ma il vero problema sembra essere solo la Gambaro!».
Si lavora a testa bassa, anche sul territorio: dal problema dei due ospedali di Varese alla tutela della Bevera. E in vista delle amministrative 2014 è già iniziato il lavoro per presentare liste a Cinque Stelle nei Comuni del Varesotto, dopo la mancata partecipazione a Venegono.
A parlare a chiare lettere sul “caso Gambaro” sono i componenti del gruppo regionale, tra cui la consigliera di Gallarate Paola Macchi. Che, sostengono, «a differenza dei pochi parlamentari che hanno cambiato idea, sanno ancora riconoscere e denunciare chi ci vuole solo distruggere.
La democrazia nel senso più nobile e alto del termine è libertà di sé nel rispetto delle regole».
La scelta di Macchi & C. nella querelle Gambaro-Grillo è senza se e senza ma: «A tutti gli eletti nazionali, comunali e regionali che in cuor loro si sentono più “Gambari” che “Grilli”, fate un ultimo atto di dignità, andatevene».
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