VARESE La Terra ansima e sbuffa e le immagini che scorrono sullo schermo del teatro Apollonio sono quanto di più apocalittico si possa immaginare. Inondazioni, terremoti, tsunami, incendi… Poi arriva lui, Beppe Grillo, uscendo con un balzo dalla quinta subito dopo la sua voce gracchiante: «Ora che vi siete tirati su il morale…». Ritorna a Varese dopo nemmeno un mese e ritrova la sala gremita, nonostante la finale di Sanremo e le partite, ed è un miracolo di perfetto rapporto cuore-polmoni, a 62 anni e con ennesime serate come queste, dove il fiato arriva a ondate e l’energia si autoalimenta dall’incazzatura, ogni volta più forte.
Grillo manca un po’ di fantasia nel parlare di Varese, e ripete lo stesso copione di gennaio, con i disastri ambientali della Pedemontana e della cava Italinerti che ha generato il famoso burrone, tormentone grillesco per qualche minuto.
«Voi varesini ve la godete, avete sempre un piede di là, in Svizzera, mentre di qua ci sono i cavatori, che cavano cavano cavano e vendono terra al di là del confine. Avete un sindaco leghista che non è nemmeno dei peggiori: sta lì e guarda, guarda, e intanto il burrone diventa più grande. Hanno trovato tre soluzioni al problema quelli della Pedemontana: recintare l’area, terrazzarla o, sentite bene, eliminare addirittura la collina! Fantastico, così spariscono il burrone e la collina insieme», urla prendendo per il collo un malcapitato spettatore.
Grillo sta carburando, e la voce diventa sempre più acida e quasi salmodiante: «E poi l’Expo, altro cemento, oggi i politici vedono solo cemento, dove sono finiti intelligenza e buonsenso in questo Paese? Arriva l’Expo, un’idea ottocentesca, che ormai non si dovrebbe nemmeno più sentire. Dicono che arriveranno miliardi di persone, ma da dove? Ma chi? L’Expo nessuno lo voleva, ce lo siamo beccati noi. Arriverà cemento dappertutto, ve ne accorgerete anche a Varese».
Ma il Grillo migliore è quello senza freni che racconta il tramonto di Berlusconi, «un vecchio dalle chiappe flaccide, mandarlo via per eccesso di put… sarebbe come silurare Mussolini per eccesso di fascismo», si scatena correndo a destra e sinistra sul palco. Solito strangolamento a uno del pubblico e dose di cianuro: «Voi varesini qui non ci potete stare più, con tutto questo cemento… così venite in Liguria a rompere i cogl… a noi».
Ma il comico lascia ogni tanto il posto all’uomo, pieno di rabbia ma anche rancoroso verso la gente che non lo aiuta: «Grillo bravo, vai avanti così non mollare, bravo. E tu? Gli chiedo. Io sto un po’ a vedere come va. Ora è il momento che ognuno di noi deve giocare qualcosa, perché una politica così non la si immaginerebbe nemmeno nelle fantasie più morbose».
Applausi e urla scroscianti, lo spettacolo continua, ma il protagonista sembra un po’ solo.
Mario Chiodetti
v.colombo
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