Gruppi d’acquisto Un nuovo business

Trovo interessante il proliferare in questi ultimi anni di soluzioni alternative per far fronte ai problemi imposti dalla crisi, sia per chi, come le imprese, è alle prese con la necessità di far crescere le entrate, sia per chi, come le famiglie, far diminuire le uscite. Lo spunto per la riflessione viene da quanto letto questa settimana a proposito del progetto “400mila tetti” lanciato da Elmec Solar. La società ha di fatto creato un percorso di acquisto consapevole, cercando di mettere insieme un numero congruo di acquirenti che in realtà possono essere considerati come un unico interlocutore. La

somma tra l’effetto marketing e dell’effetto quantità dovrebbe consentire alla società di incrementare le vendite di impianti per la produzione di energia alternativa. Di fatto, siamo di fronte all’applicazione del caro e vecchio concetto di gruppo d’acquisto, molto in voga negli anni ’90 nelle transazioni business to business. In questo caso però, lo strumento è stato applicato alle transazioni business to consumer. Tuttavia, il consumatore non deve essere tratto in malafede: non c’è trucco e non c’è inganno, siamo di fronte a quello che in economia chiamiamo gioco win-win, dove entrambi i giocatori vincono massimizzando il proprio beneficio.

Questi i vantaggi per l’azienda: sviluppo delle vendite, aumento delle quantità vendute e riduzione dei prezzi di vendita, fidelizzazione della clientela, programmazione certa della produzione. Ne deriva: una riduzione dell’incidenza degli acquisti di materia prima dovuta ad un maggior potere contrattuale nei confronti del fornitore, l’eliminazione delle giacenze di magazzino (che per l’impresa sono un costo finanziario importantissimo) e una maggiore efficienza dei cicli produttivi con conseguente eliminandone dei costi indiretti.

Risultato: pur in presenza di un prezzo di vendita minore, il margine cresce. Il consumatore, unendosi e creando una sorta di unico grande cliente, ottiene il massimo del suo beneficio e cioè acquistare un bene o un servizio a un prezzo più basso rispetto a un acquisto effettuato singolarmente. Dopotutto si sa: la necessità aguzza l’ingegno. E in questo noi italiani siamo i migliori al mondo.

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