VARESE Il sostituto procuratore Agostino Abate vuole vederci chiaro. Perché quell’immobile, di prima acchito, sembra valere assai meno di quanto iscritto in bilancio dall’Ansafin Spa, società che appartiene al Gruppo Polita. Per acclarare la verità, nell’ambito della procedura prefallimentare che riguarda il gruppo, il magistrato ha deciso di disporre il sequestro probatorio dello stabile. I sigilli sono stati
posti all’edificio ora dismesso che un tempo ospitava la trattoria Caminaccio, a Capolago. Quello stesso edificio che, suo malgrado, era finito sotto i riflettori della cronaca alla fine dello scorso aprile quando al suo interno venne trovato il corpo senza vita di Giovanni Giacomini, 31enne di Capolago. Ma il suicidio dello sfortunato ragazzo non c’entra con il sequestro.
Il Gruppo Polita da mesi è al nell’occhio del ciclone: la procura sospetta che i titolari siano colpevoli di bancarotta fraudolenta. L’immobile di Capolago sarebbe stato iscritto in bilancio dall’Ansafin per un importo pari a 2 milioni e 700 mila euro. Sarebbe descritto come un centro congressi dotato attrezzature audio-video e di altri moderni impianti. In realtà, le condizioni attuali raccontano un’evidenza ben diversa. Fra l’altro, il Gruppo Ansafin avrebbe acquistato l’immobile per 630 mila euro. Quindi per un importo quattro volte inferiore a quello stimato dai nuovi proprietari. Ad asseverare il valore ci sarebbe anche una perizia, che però sarebbe stata misconosciuta dallo stesso esperto che la redasse.
e.marletta
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