Guardie ecologiche? Sì, ma anche 007

Guardie ecologiche? Sì, ma anche 007

Una mattinata passata con le Guardie ecologiche volontarie è una mattina passata alla scoperta di una maleducazione multiforme che si fa beffa delle regole del vivere comune; è un viaggio in un degrado celato da piante, giardini condominiali e anonimato che spunta qui e là in una Varese che scopri vulnerabile come una qualsiasi altra città; è soprattutto una presa di coscienza verso persone che mettono l’anima in quello che fanno, non per soldi, né per interesse: a guidarle c’è uno spirito di servizio che nasce da dentro ed è impregnato di amore civico.

Si inizia presto: arriva una segnalazione da viale Aguggiari, in un punto non lontano dal centro operativo.

Un negoziante ha lasciato tre sacchi di indifferenziata sul marciapiede, uno spiacevole ricordo prima di partire per le vacanze. Le guardie dalle uniformi verdi li aprono, esaminano il contenuto, risalgono al colpevole, compilano il verbale: ordinaria amministrazione, solo un antipasto di una giornata che si preannuncia intensa.

È via Maspero il fulcro dell’emergenza: vicino all’entrata del cimitero di Giubiano c’è chi ha pensato bene di buttare un’intera cucina tra gli alberi di un dirupo che scende ripido a lato strada. La situazione era stata resa nota da un cittadino sul nostro “ Segnalaci Varese” alla fine della scorsa settimana, ma le Gev hanno dovuto attendere la prima mattina di sole per intervenire.

Sul posto arrivano , , , e, cinque volontari coordinati dal comandante. La discesa è impervia, bisogna calarsi con le corde per raggiungere il mobilio abbandonato: cassetti, ante, forni a microonde e armadi, oggetti macerati da giorni di pioggia.

Il primo obbiettivo non è il recupero manuale dei rifiuti, impossibile per la voluminosità degli stessi e per le caratteristiche del luogo che richiederebbero l’intervento di mezzi motorizzati: si cerca piuttosto un indizio, qualcosa che permetta di arrivare a scoprire l’identità del “genio” che ha sfruttato il buio ed il maltempo sperando di restare impunito.

E come sempre accade alle persone di buona volontà, chi cerca trova: da un cassetto salta fuori un vecchio quaderno di appunti scolastici dalla grafia ordinata, bagnato e rovinato ma (in parte) ancora leggibile.

Chi pensa che il corpo ecologico comunale si limiti a raccogliere cartacce in un parco, sorridendo alla natura, si sbaglia di grosso: si ritorna in sede con il reperto acquisito ed si lavora alacremente per intrecciare i fili di questa storia di inciviltà. Come fossero agenti del Ris di Parma, le Gev separano le pagine del quaderno sdrucito, le fanno asciugare al sole, le puliscono con una spazzola, cercano – con l’aiuto di una lente di ingrandimento – di decifrarne il contenuto. Tra formule di chimica e appunti di letteratura, spunta finalmente un nome. Parte una chiamata all’anagrafe di Varese, con esito negativo. Non ci si perde d’animo: sull’intestazione c’è anche l’indicazione di un istituto tecnico in provincia di Cosenza ed un’altra telefonata indica una strada che potrebbe essere quella giusta. Fausto Gambaro ed i suoi “soldati” non si daranno pace fino alla fine del turno.

Altro intervento, una macchina di servizio torna in via Maspero: stavolta l’incuria è in un cortile di una casa popolare, con rifiuti di ogni genere accatastati da tempo uno sull’altro ed il degrado che si inserisce in una “guerra” tra vicini. Le Gev sono anche costrette a calmare le acque della tensione.

Tutori del verde, arrampicatori, scienziati e talvolta psicologi: tutto per pochi euro di rimborso spese al mese.

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