Busto Arsizio La bellezza e non la miseria. Il lavoro fatto e non quello ancora da fare. La speranza e non la disperazione. E’ un bilancio inaspettato e profondo quello che suor Marcella Catozza, la religiosa bustocca di stanza ad Haiti, traccia dell’isola devatata dal sisma proprio un anno fa. E’ passato un anno esatto da quando la terra ha tremato ad Haiti uccidendo migliaia di persone e lasciando 1,5 milioni di haitiani senza una casa. Da quel giorno la missionaria non ha mai smesso di lavorare a Waf Jeremie, baraccopoli di Port au Prince, per dare una speranza a uno dei popoli più poveri al mondo. «Generalmente negli anniversari si fanno dei bilanci –
scrive la missionaria da Waf – le solite domande, a che punto è la ricostruzione, dove sono finiti i fondi raccolti, di cosa ha bisogno la gente, cosa fa il governo. Per noi al Vilaj Italyen non sarà così».«Questa è la nostra Haiti un anno dopo – racconta suor Marcella – Centoventidue nuove casette, un poliambulatorio, una scuola. E ancora, un refettorio, uno spazio giochi, un centro colera che sta nascendo, una casa di accoglienza in costruzione, una panetteria ed una falegnameria per togliere i giovani adolescenti dalla strada. Centoventidue famiglie hanno cominciato a mettersi insieme per costruire, cambiare, rialzare la testa e procedere nel cammino della vita con una dignità nuova».
La testimonianza completa di suor Marcella e dei suoi volontari in una pagina speciale sul giornale di mercoledì 12 gennaio
f.artina
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