VARESE «Perché mi piace vivere qui? Perché qui la vita è così bella?» Come molti altri innamorati del nostro territorio, Liesbeth Paardekooper – olandese ma trapiantata da anni nel varesotto – si è posta molte volte queste domande. E nel tempo ha trovato le risposte che ora mette a disposizione di chi vuole vivere appieno il rapporto con questi affascinanti luoghi. Risposte e curiosità che si trovano nel suo libro «52 itinerari per diventare varesino varesotto D.O.C.», presentato nello storico Caffè Veratti.
La guida, edita da Pietro Macchione (www.macchione.it), rappresenta il secondo lavoro di ricerca dell’autrice che ha iniziato la sua esperienza letteraria con una guida turistica dedicata alle gite da fare nei week-end con la famiglia (esperimento ben riuscito e apprezzato), «È sempre domenica, i posti più accoglienti intorno al Lago Maggiore e di Varese». Il nuovo volume esplora, invece, le quattro stagioni del territorio varesino presentando – attraverso immagini e testimonianze scritte – i risultati di un’approfondita ricerca che ha portato alla definizione dell’anima della regione che l’ha fatta innamorare anni fa. Risposte che sono giunte con l’arrivo dell’autunno «con i suoi alberi colmi di castagne mature» e domandando ai varesini e ai varesotti «come si diventa uno del posto qui a Varese?» Liesbeth è schietta nel sintetizzare la ricetta che tutti, o quasi, hanno suggerito: per prima cosa bisogna conoscere il territorio in cui si è nati, cresciuti e si vive. Amarlo, forse più di quanto si è abituati a fare. Attraverso le escursioni compiute dall’autrice fotografa – 52, esattamente come le settimane di un anno -, passando dalla primavera all’inverno, si potranno rivivere e riscoprire gli asparagi bianchi dalla punta rosata di Cantello (da assaporare alla Fiera o da acquistare direttamente dal coltivatore), i preparati alle erbe nel piccolo borgo di Piero, l’Elixir al Borducan “magico” del Sacro Monte, la polenta di Arcumeggia e quella con i “bruscitt” a Busto Arsizio, i “perzic de Munà”, i vini dei Borromeo, le cascate da raggiungere percorrendo un panoramico sentiero a Laveno, il caffè in una pasticceria di corso Matteotti a Varese, magari assieme a un Brutto e Buono di Gavirate.
Un varesino o un varesotto D.O.C. non può non apprezzare o conoscere l’unicità e la bellezza di queste cose che rappresentano solo un piccolo esempio della “lista dei desideri” stilata e vissuta da Liesbeth Paardekooper. Questa guida che non è solo turistica, bensì un viaggio emotivo – metaforico – nella vita di chi vive questi luoghi. Un susseguirsi d’interviste, incontri
e fotografie che restituiscono al lettore (non solo straniero, ma anche “indigeno”) il talento e la passione, tratti distintivi di una popolazione che sa e vuole fare. Un’opera, quella realizzata da Liesbeth, che racconta anche l’indole di una provincia – “progressista e internazionale” – che sa accogliere e aprirsi verso il Mondo, nello stesso tempo, conservare il suo fascino nel tempo.
Ilaria Silvuni
e.marletta
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