Hockey, grande cuore giallonero Domani i Mastini per l’impresa

VARESE Mastini si nasce, non si diventa. E i ragazzi che domenica sera hanno espugnato il ghiaccio del Val Venosta riportando a gara 3 la serie dei quarti playoff (si giocherà al Palalbani domani sera alle 19.30) hanno dimostrato di avere lo spirito che contraddistingue chi veste la maglia giallonera. Si torna a Varese, per continuare a credere in un sogno: un sogno ripreso per i capelli, dopo che gli altoatesini avevano violato

il Palalbani in gara 1. «Domenica sera – racconta il veterano Salvatore Sorrenti, autore della rete del 2 a 0 finale – abbiamo ritrovato la tranquillità e la grinta che giovedì avevamo lasciato a casa. Io e i miei compagni, prima della partita, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che volevamo tornare a Varese. E a questo punto, vogliamo tornare per passare il turno e andare in semifinale».

Eccola, la forza di questi ragazzi: partita dopo partita i Mastini di Kudrna sono stati capaci di diventare gruppo, squadra, una cosa sola. «Gioco a hockey – racconta Sorrenti – da ventinove anni: ho avuto l’onore di condividere lo spogliatoio con grandissimi campioni. Ma questo gruppo è speciale, per la sua semplicità e per la sua follia: una cosa del genere, a Varese, non l’avevo mai vista. Perché il cuore di un ragazzo di Varese supera ogni passaporto con la foglia d’acero disegnata sopra: il Mastino è una bandiera, qualcosa per cui lottare».

Il gruppo, ancora lui: questi ragazzi che hanno iniziato il campionato per “vedere cosa succede” e ora sono qui a lottare nei playoff. «Avevamo la possibilità – spiega Sorrenti – di aggiungere giocatori in prestito da squadre di A2, per giocare questi playoff con una squadra più forte: i nostri avversari del Val

Venosta, per esempio, hanno fatto così. Noi abbiamo deciso di restare il gruppo che aveva iniziato il campionato perché proprio il nostro essere gruppo è stata la nostra forza. Noi ci crediamo: crediamo di poter passare questo turno, crediamo di potercela giocare anche in semifinale, e poi chissà. Siamo Mastini, non ve lo dimenticate».

Francesco Caielli

a.confalonieri

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