– A Varese per tornare a sorridere. (13 anni), (13 anni), (12 anni) e (14 anni) sono quattro dei superstiti della strage di Peshawar (Pakistan) del 16 dicembre scorso, quando i Talebani sono entrati nella Army Public School e hanno ucciso 132 ragazzi e 13 maestre (una è stata coperta di benzina e bruciata viva di fronte ai suoi alunni).
Quei quattro ragazzi sono riusciti a sopravvivere trovando riparo tra i cadaveri degli amici massacrati, gli stessi con cui fino a cinque minuti prima chiacchieravano.
Tra il 9 e il 22 settembre, Fawad, Kamran, Uzari e Moazam saranno ufficialmente ospiti di Children First Onlus, associazione umanitaria e filantropica che si impegna ad alleviare le sofferenze dei minori in ogni parte del mondo.
«I quattro superstiti alloggeranno nella mia casa privata a Masnago insieme ai miei sette figli e ad alcuni volontari. Trascorreremo 13 giorni in un’atmosfera molto famigliare e allegra– racconta , presidente di Children First – Visiteremo con loro anche la Lombardia e il Veneto».
«Questi bambini, oltre alle gravi ferite riportate sui loro corpi, hanno dovuto subire in quel massacro ferite più profonde nell’anima e nella mente, perciò soffrono di gravi problemi post traumatici da stress. Come ansia, attacchi di panico, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione – spiega la presidente di Children First – Il soggiorno a Varese ha lo scopo di dare loro nuove motivazioni e aiutarli a riacquistare la fiducia in se stessi e negli altri. Ad alcuni di loro offriremo cure mediche mirate, come l’applicazione di un apparecchio acustico (c’è chi ha perso la capacità uditiva in seguito alle esplosioni avvenute nella scuola), fisioterapia, terapia logopedica, etc. Cercheremo in ogni momento di circondarli d’amore e spensieratezza per fare in modo che possano nuovamente credere nella speranza del futuro e nella bontà del prossimo».
Sylvia Eibl fa anche un appello: «Solo per il viaggio aereo abbiamo speso quattromila e cinquecento euro, chi volesse contribuire e aiutarci a sostenere le spese (soprattutto delle cure mediche) può contattarci attraverso il sito www.childrenfirst.it».
Kamran, Fawad, Uzair e Moazzam arriveranno senza genitori e parenti. Con loro ci sarà solo Mukhtar Awan, presidente di organizzazione non governativa di Muzaffarabad che collabora con Children First.
I ragazzini verranno inseriti nella squadra di calcio del Bosto e, insieme al figlio Errol di 14 anni di Sylvia Eibl, si alleneranno due volte alla settimana. A seguirli ci sarà mister , che commenta: «Il massimo sarebbe regalare a quei ragazzi un po’ di normalità e un sorriso, che li aiuti ad affievolire il ricordo di quello che hanno vissuto».
«Sono sicuro che personalmente riceverò molto da questi ragazzi – continua Cassani – Spero che la nostra società sportiva possa dare qualcosa dal punto di vista umano. Spiegheremo il gioco comparando il calcio al cricket».
E ancora: «Vorrei che il tempo che trascorreranno con noi li aiutasse a staccare la testa dal resto. Non li faremo sentire protagonisti di un dramma, ma li integreremo nel gruppo. E spero che i miei ragazzi capiscano che nella vita c’è molto di più che perdere una partita o arrabbiarsi perché si è giocato cinque minuti in meno degli altri».













