VARESE «Le preoccupazioni espresse dagli autisti degli autobus sono legittime, ma non possono impedire di perseguire la decisione giusta di far viaggiare le biciclette sulle corsie preferenziali». Il rappresentate del Comitato per la sicurezza ciclopedonale, Adriano Albinati, appoggia l’idea del Comune di aprire alla mobilità ciclabile le corsie riservate in città.
E, per limitare i rischi alla sicurezza dei ciclisti, propone un codice di autoregolamentazione delle biciclette concordato con la stessa azienda di trasporto. Dopo le preoccupazioni espresse dal portavoce del sindacato di Sila Varese, Sergio Pisoni, Rsu e autisti dell’azienda esprimono nuove preoccupazioni sugli effetti per la sicurezza e i possibili ritardi (vedi articolo a fianco, ndr), sostenendo tra l’altro che «la bicicletta è considerata dal codice della strada un veicolo, deve rispettare le regole, quindi, non può viaggiare nelle corsie preferenziali perché viola l’ art. 7/1».
Secondo Albinati, «le preoccupazioni espresse dagli autisti sono legittime, ma va ricordato innanzitutto che una scelta simile è già stata eseguita in diversi città italiane e europee con successo. E poi che le biciclette, sul totale dei mezzi circolanti hanno un’incidenza minima, tale da non costituire un problema». Né di sicurezza, né di rallentamento del trasporto pubblico: «Aprire alle bici le corsie riservate a bus e taxi non significa certo un’invasione, proprio perché le bici sono poche e hanno un ingombro minimo – prosegue – ma questa sarebbe un’utile modalità per assicurare dei percorsi protetti, in una città di strade strette, che deve favorire la mobilità ciclabile, diminuire la presenza di auto e migliorare la vivibilità. Inoltre, è vero che le bici vanno piano, ma anche gli autobus nell’area urbana hanno una velocità limitata: tenendo conto che l’incidenza delle corsie riservate sul totale dei percorsi è minima, non ne comprometterebbe la puntualità». In ogni caso: «Come comitato siamo pronti a discutere con i lavoratori le modalità di percorrenza – spiega Albinati – e a proporre un codice di autodisciplina dei ciclisti».
Per impegnarsi al rispetto delle regole del codice della strada, tenere la destra e non ostacolare i bus, chiedendo però all’amministrazione di perseguire il suo obiettivo «che è un primo passo importante, ma di certo non la soluzione, perché bisogna anche affrontare più in generale il potenziamento, la congiunzione e la non ostruzione dei percorsi protetti in città».
Piero Orlando
s.bartolini
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