La giunta Galimberti verrà ufficializzata domani. Ma sarebbe stata già pronta giorni fa. Il ritardo, putroppo, è stato dovuto a problemi all’interno del Partito democratico, per stabilire le quote tra le correnti del partito. La parte più facile per la creazione della nuova giunta è stata infatti quella riguardante gli assessorati chiave, ovvero la Pianificazione del territorio e l’assessorato alle Risorse, dove andranno quasi sicuramente due tecnici esterni, un uomo e una donna. E lo stesso vale per i ruoli da conferire ai movimento civici che hanno sostenuto Galimberti, Varese2.0, Progetto Concittadino e la Lista Davide Galimberti. Oltre metà dell’esecutivo, insomma, è stata messa a punto in tempi da record. I nodi al pettine sono venuti sulla valorizzazione del ruolo del Pd che, sebbene senza il mondo civico non sarebbe andato da nessuna parte, ha ancora il ruolo di “azionista di maggioranza”. Galimberti ha saputo slegarsi dalle dinamiche della vecchia politica, dimostrando così di avere appieno quel forte profilo civico che lo contraddistingue. Già adesso, per rompere i vecchi schemi, ha dato un’importante svolta, prevedendo l’ingresso di due tecnici esterni in due assessorati chiave, fondamentali per il futuro di Varese. I due assessorati alla Polizia Locale ed Attuazione del programma e all’Ambiente Benessere e Sport andranno ai candidati civici che hanno dato un forte apporto alla coalizione, Varese2.0 e Progetto Concittadino. Così anche Cultura e Turismo, quasi sicuramente, alla
Lista Davide Galimberti. Da sottolineare l’attenzione al tema della sicurezza: la delega sarà tenuta dallo stesso sindaco, la Polizia Locale al vicesindaco Daniele Zanzi. I vertici della giunta, quindi, avranno il pieno controllo della sicurezza. Un’operazione messa a punto bene, che è stata rallentata da problemi nella scelta degli assessori del Pd. In particolare, il problema consisteva nel fatto che sui quattro assessorati in quota Pd, gli esponenti che avevano sostenuto il deputato Daniele Marantelli alle primarie, e quindi la parte sconfitta, avevano tre candidati per l’esecutivo. I conti non potevano quadrare, perché avrebbe voluto dire escludere, o meglio ridurre ad una sola posizione, l’area maggioritaria del partito, quella che ha sostenuto Galimberti. Di fatto, i tre ex marantelliani sono il capolista Andrea Civati, la consigliera uscente Luisa Oprandi, candidata sindaco nel 2011, e il capogruppo uscente Fabrizio Mirabelli. La discussione interna ha rallentato l’ufficializzazione della giunta di alcuni giorni. Ma è stata finalmente superata. Secondo gli accordi, l’unico ad essere quasi sicuro di entrare è Civati. Molto probabile l’ingresso di Oprandi, in virtù delle numerosissime preferenze, 781, ottenute. Se a livello di accordi, infatti, Oprandi non avrebbe una “copertura dall’alto”, il peso politico conquistato sul campo la rende difficilmente “sacrificabile”. E una sua esclusione creerebbe non pochi problemi nella maggioranza. Ad avere meno possibilità di ingresso è Mirabelli, che dei tre ha ottenuto il numero di voti minore.













