VARESE Calano i matrimoni religiosi, tengono quelli civili. Ma solo perché le seconde nozze ci hanno messo lo zampino.
Dopo l’aumento dei divorzi di cui abbiamo parlato a dicembre, ecco l’altra faccia della medaglia per le coppie di Varese: sono sempre meno quelle che scelgono di dirsi il fatidico sì. O meglio, il discorso vale per il primo “sì”, che evidentemente non per tutti è così fatidico. Se infatti i matrimoni sono in netta discesa, numericamente parlando, la novità stavolta è il boom delle nozze-bis. Si sono conquistate una quota consistente dei matrimoni civili, che proprio grazie alla diffusione del nuovo fenomeno fanno uscire il totale del 2011 in pareggio con l’anno precedente.
E’ quanto risulta dai dati diffusi ieri dall’ufficio anagrafe di palazzo Estense, dove vengono raccolti i numeri riguardanti tutte le unioni civili e religiose ufficializzate in città. In tutto sono state 283 nell’anno appena trascorso, contro i 282 del 2010, i 317 del 2009, i 297 del 2008 e i 338 del 2007. Il trend è in calo, ma a precipitare nell’ultimo biennio sono stati soprattutto i matrimoni in chiesa: da
175 del 2009 sono scesi a 138 quest’anno, con annesso sorpasso delle unioni civili (145), che invece restano stabili. «La tenuta dipende in gran parte dalle seconde nozze», spiega Nicoletta Zucchi, responsabile dell’ufficio: «Non sono ancora la maggior parte ma sicuramente sono diventate una fetta consistente. Per chi si sposa la seconda volta d’altra parte non c’è alternativa al matrimonio civile, per questo la diminuzione si avverte solo nei matrimoni religiosi».
In leggero calo i matrimoni tra italiani, 105 contro i 109 dell’anno prima, e in controtendenza infine i matrimoni tra stranieri, che crescono ma solo rispetto all’anno scorso, 13 invece dei 7 del 2010. Aumenta infine l’età media di chi si sposa, e solo in un caso entrambi i coniugi avevano meno di 25 anni, mentre nella netta maggioranza dei matrimoni (79) il coniuge maschio ha età superiore alla donna.
s.bartolini
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