Non vedere più in là del proprio naso è la spiacevole sensazione provata da sempre più giovani varesini. Sono raddoppiati i miopi rispetto a 40 anni fa: erano il 13 per cento, oggi sono il 25 per cento della popolazione. Lo stesso succede in Europa: se un tempo ne soffriva un cittadino su cinque, oggi la patisce addirittura oltre uno su tre.
Colpa dell’aumento è in parte imputabile allo stile di vita “artificiale”. Che si svolge sempre più al chiuso e quindi meno alla luce naturale: «secondo gli studi i bambini che trascorrono il tempo libero all’aperto sono meno propensi alla miopia rispetto a quelli che giocano tra quattro pareti – spiega il direttore dell’unità operativa di Oculistica dell’ospedale di Circolo, il prof. – Ma a fare la loro parte ci sono anche il maggior numero di ore passate sui libri, l’esposizione alla luce blu emessa da tablet e smartphone e il cattivo uso, cioè troppo prolungato, che i giovani fanno di tv e computer».
La comparsa della miopia è legata ai fattori genetici, ma sono molto importanti anche quelli ambientali: la visione da vicino e la lettura, l’urbanizzazione, il poco tempo all’esterno sono correlati al netto incremento degli anni recenti, senza alcun dubbio.
«Dal 1997 ad oggi è stato registrato un aumento del 35% nel numero di giovani colpiti da vari problemi agli occhi – continua il prof. Claudio Azzolini -, primo fra tutti proprio la miopia».
Le previsioni sono funeste: «Se le cose non dovessero cambiare, è probabile che nel 2033 il 50% circa dei giovani adulti (tra i 25 e i 39 anni di età) avrà gravi problemi di vista causati dall’utilizzo di smartphone, tablet e tutti gli altri dispositivi portatili, utilizzo sempre più intensivo».
In media, quando il disturbo è lieve, un giovane perde neanche due diottrie (il 66 per cento soffre di un difetto minore, mentre per il 95 per cento dei miopi varesini il problema è più grave, mancando fino a sei diottrie) ma la patologia può aggravarsi fino ai 25 anni e poi ridursi in età avanzata.
«Oggi abbiamo un forte aumento nei giovani della miopia adattiva, cioè quella legata a abitudini scorrette, ma anche molte soluzioni in più rispetto al passato. I giovani avvicinano gli occhi a questi schermi troppo a lungo e ciò comporta un continuo sforzo di messa a fuoco, un continuo accomodamento della vista per vedere da vicino.
Di conseguenza, l’occhio non si “accomoda” più a vedere da lontano e da qui deriva la miopia”. Che consiste appunto nella difficoltà a vedere da lontano». Ma non solo. «Negli ultimi quindici anni ho avuto modo di assistere a un vero e proprio stravolgimento nel comportamento oculare dei bambini, a causa dell’uso massiccio di videogames e tablet, e alle forti dosi di televisione».
È fondamentale inoltre proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti e dalla luce blu degli apparecchi elettronici che possono creare danni al cristallino e alla retina.
Per chi lavora al computer o usa molto tablet e smartphone, esistono infatti lenti trasparenti che schermano le radiazioni nocive.
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